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Pescara, 15/05/2026
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Data: 28/10/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Forleo in lacrime: «Vogliono delegittimarmi» Il pm di Milano Spataro arriva, vede la giudice e decide di disertare l'incontro

PESCARA. Le mani sul viso per nascondere le lacrime, un'assistente del magistrato che si precipita a bloccare i fotografi e le telecamere delle tv. Il pianto in diretta di Clementina Forleo, gip del tribunale di Milano, interrompe per qualche attimo l'atmosfera solenne del premio Borsellino, aggiungendo emozioni nuove e inattese nella sala dell'Auditorium "De Cecco" di Pescara.
Così, oggi, sui giornali faranno notizia le lacrime della Forleo e non i titoli del giorno prima che hanno causato il suo sfogo. Il cedimento del magistrato arriva dopo aver ritirato la targa del premio e pronunciato poche parole: «Non cedere mai ai poteri forti, questo è stato l'insegnamento di Borsellino. Non cedete mai al ricatto». Poi Clementina Forleo entra nel fatto personale: «Oggi qualcuno ha ancora una volta tentato di delegittimare il mio operato su alcuni giornali, dandomi della pazza. E' l'ennesimo tentativo di screditarmi, qualcuno ha voluto manipolare, ha voluto falsare, dando di me l'immagine di un fiume in piena, probabilmente di una matta che sta perdendo l'equilibrio. Quella denuncia è agli atti e spero che quanto prima venga pubblicata. Spero anche», aggiunge il magistrato, «che il potere mediatico non faccia il gioco di questi poteri forti».
Il riferimento è al verbale con le dichiarazioni spontanee rese ai carabinieri dalla Forleo e trasmesso alla procura di Brescia, competente per territorio. Nella denuncia il magistrato parla di «initimidazioni» che avrebbero interessato il suo ufficio e anche apparati delle forze dell'ordine. Poi le lacrime, lacrime vere, mentre il gip di Milano scende dal palco con in mano la targa del premio Borsellino e va a sedere in prima fila tra il procuratore Nicola Trifuoggi e John Woodcock, il collega del caso Corona che ha messo sotto inchiesta mezzo mondo: re, nani e ballerine.
E che alla procura di Milano Clementina Forleo sia al centro di uno scontro fra gli stessi magistrati che si avvicina molto ai "veleni" di Catanzaro e di Palermo, è dimostrato anche da un altro episodio passato quasi sotto traccia nella giornata di ieri, ma gravissimo nella sostanza: il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro, in viaggio per Pescara dove era attesa per la cerimonia dei premi Borsellino, avrebba chiesto al suo autista di invertire subito la marcia una volta appreso che tra gli ospiti c'era anche Clementina Forleo.
Nel pomeriggio a ritirare il premio arriva anche il presidente della commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione, e le prime parole scambiate con i cronisti sono poco rassicuranti: «Credo che dovremo analizzare tutti i territori, da Sud a Nord. L'Abruzzo è preferito da alcune mafie, nel parco nazionale si arrestano personaggi della Camorra. Non stiamo parlando della Calabria o della Sicilia» precisa Forgione, «ma sottovalutare e non vedere può essere pericoloso». Poi il presidente della commissione antimafia chiama pesantemente in causa la politica: «Abbiamo discusso per quattro mesi dei lavavetri e non abbiamo messo in atto le misure per sequestrare i beni alla mafia. Bisogna colpire al cuore, nei capitali, ma in questo momento i processi in corso per il sequestro dei beni alla criminalità organizzata sono in tutto quattro o cinque».
Dieci giornate con 44 iniziative, 54 ospiti, 23 documentari, 8 spettacoli. Per quest'anno il premio Borsellino si chiude qui come spiega il suo organizzatore, il teramano Leo Nodari. La bussola è sempre quella della memoria e della legalità.

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