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Data: 31/10/2007
Testata giornalistica: Rassegna sindacale
Sciopero dei metalmeccanici. Adesioni oltre l'80%. Operai in piazza per il contratto

Adesioni oltre l'80% allo sciopero dei metalmeccanici organizzato oggi da Fim-Fiom-Uilm nell'ambito della vertenza per il rinnovo del contratto. La protesta ha raggiunto punte del 90, o addirittura 100% in alcune realtà territoriali e aziendali, dalla Sicilia alla Campania, nel Veneto e in Emilia-Romagna, così come in Lombardia. Migliaia le persone in piazza per i cortei organizzati dai sindacati. A Torino, 10.000 lavoratori hanno dato vita a un corteo che è partito da piazza Arbarello diretto a via Vela, sotto la sede dell'Unione industriale. A Firenze, 6.000 lavoratori provenienti dalle diverse zone industriali della provincia e dalla provincia di Prato hanno partecipato a un corteo che ha attraversato le vie del centro cittadino, da piazza Indipendenza a piazza Strozzi. Alta partecipazione anche alle manifestazioni che si sono svolte a Padova (5.000), Vicenza (2.000), Reggio Emilia (10.000), Bologna (4.000) e Pistoia (1.000). In altre realtà, la giornata di lotta è stata caratterizzata da numerose iniziative decentrate quali presidi davanti alle locali Associazioni industriali e ai principali stabilimenti. Così è accaduto a Napoli, con iniziative davanti a numerose fabbriche nelle diverse zone industriali; a Treviso, con tre diversi concentramenti (Treviso, Castelfranco e Conegliano); a Milano, dove si sono avuti quattro diversi appuntamenti territoriali. Manifestazioni in teatri cittadini a Livorno e a Lanciano (Chieti). Manifestazioni e presidi in tutti i capoluoghi e le provincie dove sono presenti aziende metalmeccaniche.

Per quanto riguarda l'adesione agli scioperi, sono numerosissime le imprese che hanno registrato il blocco pressoché totale delle attività. E' il caso della provincia di Torino, in particolare con i poli di Chivasso e dell'Alto Canavese e aziende quali Magneti Marelli, Alenia e Cnh; delle principali fabbriche del bresciano (Iveco, Beretta, Alfa Acciai, Duferco, Palazzoli, Redaelli); della Dalmine di Bergamo; della Faema di Milano e della Candy di Brugherio; della Whirlpool di Varese; delle Acciaierie Valbruna a Vicenza; di Fincantieri a Venezia; di Bonferraro e Fiamm a Verona; delle grandi aziende metalmeccaniche in provincia di Napoli (stabilimenti Alenia e Avio, gruppo Ansaldo, Fincantieri); dell'Alenia di Foggia e della Isotta Fraschini di Bari; della Firema di Potenza; della Otis a Reggio Calabria. Adesioni tra l'80% e il 90% alla Lear di Grugliasco, alla Lagostina e alla Bialetti di Verbania, alla Lonati di Brescia; alla Carraro di Padova, Electrolux e De Longhi a Treviso, Riello e Ferroli a Verona, Salvagnini e Laverda a Vicenza; Acciaierie Valbruna e Sapa a Bolzano; Ilva di Genova, Fincantieri di Sestri Ponente e di Riva Trigoso; Lamborghini, Bonfiglioli, Ducati e Magneti Marelli a Bologna; Berco di Ferrara, Marcegaglia di Ravenna; Severstal di Piombino; Lombardini a Rieti; Ciet ad Ascoli Piceno; Honeywell e Pierburg a Chieti; Itca e Italtractor a Potenza; Italtel e Fincantieri a Palermo.
Nelle aziende del gruppo Fiat, si è registrata un'adesione allo sciopero del 75% a Mirafiori, 90% alla Iveco di Brescia, 82% a Pomigliano, 60% alla Fma di Avellino, oltre il 50% alla Sata di Melfi, oltre l'80% a Termini Imerese. All'Ilva di Taranto, l'adesione allo sciopero è stata del 65%.

E la protesta non si esaurisce oggi. I metalmeccanici hanno stabilito altre 12 ore di sciopero: il 16 novembre ci sarà un altro stop per l'intera giornata di lavoro, a livello regionale; le altre quattro ore saranno stabilite sempre a livello territoriale.

'Finora le risposte di Federmeccanica sono state negative, a questo punto bisogna superare questa situazione di stallo. O c'e' una svolta e si va verso un accordo, o decideremo iniziative pesanti'. L'ha affermato il segretario generale della Fiom Cgil Gianni Rinaldini, parlando a Firenze nel corso del comizio conclusivo della manifestazione. E' stato lo stesso Rinaldini a ricordare che con lo sciopero di oggi "inizia una fase di conflitto sociale pesante". Il contratto riguarda oltre 1,5 milioni di lavoratori ed e' scaduto il 30 giugno 2007. E sul rinnovo i sindacati non sono disposti a fare sconti né ad accettare "mance", né "regali o acconti", come ha chiarito nella manifestazione di Livorno Fausto Durante, della segreteria nazionale della Fiom, alludendo agli anticipi in busta paga concessi da Fiat, Riello e Riva. "Federmeccanica si rassegni - ha detto Durante -, apra una trattativa vera e cominci a dare risposte sul mercato del lavoro, sulla stabilizzazione dei precari, sull'inquadramento professionale. Il contratto è troppo importante per lasciarlo alle bizze degli imprenditori e quindi, se non si vuole intensificare il conflitto, la strada più rapida è quella di una trattativa vera".

Di seguito alcuni dati dei territori:

A Torino adesioni oltre le aspettative
'L'adesione allo sciopero è stata altissima, oltre le aspettative. Era una scommessa fare otto ore di sciopero dopo tanti mesi senza astensioni dal lavoro. Sono stati soprattutto i lavoratori Fiat a reagire alla 'mancia antisciopero' e con il sorriso sono venuti qui a manifestare'. A dirlo è il segetario generale della Fiom Torino, Giorgio Airaudo. La Fiom ha poi esposto una bacheca con le copie delle buste paga dei lavoratori. 'E' un 'muro del pianto' che d'ora in poi porteremo sempre nelle manifestazioni'. Ha detto Antonino Regazzi, segretario nazionale della Uilm: 'Credo che la decisione di Fiat abbia fatto solo arrabbiare i lavoratori. Nella busta paga avrebbero dovuto mettere i 117 euro che noi chiediamo'. Prima del segretario della Uilm aveva preso la parola Pino Viola, il delegato sindacale delle Carrozzerie Bertone, che da mesi attraversano una grave crisi industriale: 'La cassa integrazione da noi finisce il 31 dicembre e se non arriva una soluzione industriale noi siamo tutti licenziati. Noi vogliamo un posto di lavoro, perchè in questi anni abbiamo dimostrato quanto siamo disponibili a fare pur di salvare l'azienda'. Sono 10.000 i lavoratori metalmeccanici scesi in piazza oggi a Torino Secondo i sindacati, è molto alta l'adesione allo sciopero nelle aziende della provincia torinese: oltre il 90 per cento al polo di Chivasso, alla Ipca di Collegno, alla Teksid di Borgaretto; dell'80 al polo dell'Alto Canavese (con piccole aziende che fanno registrare il 100 per cento), alla Lear di Grugliasco, alla Viberti; tra il 75 e l'80 al polo di Scarmagno, alla Pininfarina, all'Automotive Lightning.

Fiom Sicilia: il 90% ha scioperato
E' alta, in Sicilia, l'adesione dei metalmeccanici allo sciopero. A Palermo l'astensione dal lavoro ha toccato anche punte del 100 per cento, come all'Imesi. Si regista poi l'80 per cento dell'Italtel, il 90 dei Cantieri navali, l'80 di Sielte e Sirti, e, a Termini Imerese, l'80 per cento della Fiat e il 90 del suo indotto. A Siracusa ha scioperato il 95 per cento dei metalmeccanici che gravitano attorno al petrolchimico, a Gela e nell'indotto della raffineria di Milazzo il 90 per cento. L'80 per cento della categoria si è astenuto dal lavoro a Catania, con l'esclusione dei dipendenti della Stm che si sono fermati nei giorni scorsi a causa dell'inasprimento delle relazioni sindacali. Soddisfatti i sindacati. Dice Giovanna Marano, della segretaria generale della Fiom Cgil siciliana: 'L'alta adesione ci fa pensare che il contributo dei metalmeccanici siciliani alla mobilitazione prevista per novembre sarà altrettanto ampia'.

Marche: adesioni fino all'85%
Alta adesione anche nelle Marche. Ad Ancona, secondo Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, ha incrociato le braccia oltre l'85 per cento dei lavoratori; a Pesaro il 70 per cento, a Macerata tra il 70 e il 75, come pure ad Ascoli Piceno. Lo sciopero si è articolato con modalità differenti, dalle quattro alle otto ore a seconda dei territori. Un presidio si è svolto a Pesaro davanti alla sede di Confindustria con circa 150 metalmeccanici. Ad Ancona c'è stata una manifestazione di due ore davanti alla sede della Confindustria, alla quale hanno partecipato circa 700 addetti provenienti da tutta la provincia. Gli operai hanno anche dato vita ad un sit-in lungo le strade limitrofe, con non pochi disagi per il traffico locale. 'Mille euro, provateci voi', era lo slogan dei manifestanti, stampato anche sullo striscione che apriva il corteo.

E in Campania al 90%
Sono state del 90 per cento le adesioni in Campania. Secondo i sindacati regionali Fim, Fiom e Uil, 'la riuscita dello sciopero è stata al di sopra delle stesse nostre aspettative'. Adesioni al 97-99 per cento al gruppo Ansaldo di via Argine e negli stabilimenti Avio di Acerra e Pomigliano; al 95 a Fincantieri, Avis, B Ticino e Meridbulloni di Castellammare di Stabia; al 90 per cento alle aziende Alenia Aeronautica e Alenia Aeronavali (Pomigliano d'Arco, Casoria, Nola e Capodichino), alla Selex di Giugliano; all'82 per cento alla Fiat e società collegate di Pomigliano d'Arco. Per i sindacati si è registrata un'adesione molto alta anche per tutte le aziende piccole e medie della provincia di Napoli. 'I lavoratori metalmeccanici napoletani, per imprimere una svolta e un'accelerazione al negoziato - dice il comunicato di Fim, Fiom e Uilm - continueranno la lotta per tutto il mese di novembre, nell'ambito delle iniziative decise dalle segreterie nazionali, per ottenere in tempi rapidi un rinnovo del contratto nella parte normativa come quella salariale coerente con le richieste contenute nella piattaforma rivendicativa approvata dai lavoratori'.

Umbria: la rabbia dei lavoratori in piazza
"Vogliamo il nostro contratto non vogliamo le vostre mance", "Il salario per vivere, il contratto per i diritti", "Se 117 euro vi sembran troppi provate voi a campare". Questi sono alcuni degli slogan che hanno accompagnato in Umbria lo sciopero di oggi dei lavoratori metalmeccanici, che proseguirà domani con una nuova interruzione del lavoro. "Vi è una situazione di rabbia molto forte tra i lavoratori - spiega il segretario generale della Fiom di Perugia Alessandro Piergentili - che però non sembra arrivare all'opinione pubblica come dovrebbe, se non in occasioni sporadiche. Da parte nostra invitiamo tutti i lavoratori a d unirsi alla mobilitazione così da costringere le associazioni degli industriali ad accettare le nostre giuste rivendicazioni". I lavoratori si sono riuniti questa mattina di fronte a varie aziende del territorio, tra cui la Metalmeccanica Tiberina di Umbertide. Qui è emerso con forza, spiega un comunicato della Cgil umbra, 'il malcontento generale che si respira tra gli operai che incontrano enormi difficoltà nell'arrivare alla fine del mese con uno stipendio che mediamente si aggira intorno ai 1.000 euro mensili, ma che per un operaio precario può scendere anche ad 800, per 40 ore settimanali di lavoro'. Dalla protesta di Umbertide sono emersi due dati importanti: il primo riguarda 'la scarsissima adesione degli operai extracomunitari allo sciopero, spesso pronti a sottostare a qualsiasi richiesta dell'azienda per il troppo timore di perdere il proprio posto di lavoro. Una mancata adesione che, visto il numero sempre più consistente di questi lavoratori, rappresenta anche un freno importante per il movimento sindacale'. Il secondo fatto di rilievo riguarda invece 'alcune forme di pressione e condizionamento da parte delle aziende, come ad esempio l'offerta di una giornata libera in occasione del prossimo ponte festivo in cambio dello sciopero'.

Fiat Melfi: oltre il 50%
E' stata superiore al 50 per cento l'adesione, nello stabilimento Fiat di Melfi (Potenza) (dove si produce la Grande Punto), allo sciopero nazionale. A divulgare i dati, il segretario regionale della Fiom Basilicata Giuseppe Cillis, nel corso di una manifestazione davanti alla sede della Confindustria lucana, dove ha chiesto ''l'immediato rinnovo del contratto nazionale e il ''recupero del potere d'acquisto dei salari''. Ha aggiunto il segretario regionale della Cgil Antonio Pepe: ''Fiat e Confindustria si preoccupano delle condizioni dei lavoratori e lanciano la proposta dell'aumento dei 30 euro mensili, allora convochiamo subito il tavolo delle trattative, altrimenti e' solo un esercizio propagandistico''.

In 10 mila nelle piazze del Veneto
Sono più di 10.000 i lavoratori metalmeccanici che hanno manifestato stamani nelle piazze venete. L'astensione dal lavoro, secondo i sindacati, ha registrato ovunque adesioni altissime, con punte tra il 90 e il 100 per cento nelle grandi aziende. Manifestazioni si sono svolte nelle aree industriali di Castelfranco, Treviso, Conegliano, Verona, Legnago, mentre a Porto Marghera sono stati effettuati presidi davanti tutti i principali stabilimenti. Iniziative a carattere provinciale hanno avuto luogo a Vicenza (dove in 3.000 hanno sfilato dalla stazione ferroviaria fino alla sede di Federmeccanica) e a Padova (dove un corteo di 5.000 lavoratori ha percorso la città, dalla zona industriale fino alla sede di Unindustria). La manifestazione padovana è stata conclusa dal comizio del segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi, che, riferendosi alle elargizioni dei 30 euro, ha detto: "Vogliamo il contratto e non mance. Il successo dello sciopero dimostra che chi, a partire da Confindustria, pensava di colpire la vertenza contrattuale con 30 euro ha sbagliato i conti. Vogliamo il contratto sia normativo sia salariale, è inaccettabile che gli industriali lamentino i salari più bassi d' Europa e poi non facciano l'accordo. Per noi la distinzione tra industriale progressista e reazionario è sui contratti: chi li fa è progressista, chi non li fa è reazionario. Il resto sono chiacchiere'.

Migliaia nelle piazze e nei presidi in Emilia Romagna
"Il segnale che lavoratrici e lavoratori metalmeccanici dell'Emilia Romagna hanno dato oggi è inequivocabile: non ci accontentiamo di "acconti", vogliamo rinnovare il contratto nazionale rapidamente e bene" - con grande soddisfazione il segretario generale Fiom regionale Gianni Scaltriti commenta così il successo della giornata di lotta di oggi in Emilia Romagna, nonostante la pioggia e la temperatura. Ottima la riuscita dello sciopero, come testimonia l'adesione nelle principali imprese di Piacenza (80% Astra, Bolzoni, Schiavi, Tectubi), di Parma (75% Wittur, 80% Robuschi, Faba-Sirma, Mingazzini, 70% Ocme, CFT, Sidel Simonazzi, 100% Mora Carrelli), di Reggio Emilia (80% Smeg, 85% Immergas, 90% Brevini, Reggiane, Argo Landini, 95% Tecnogas e Lombardini), di Modena (oltre 70% nelle piccole e medie aziende della provincia, 90% tra gli operai e 60% impiegati nelle grandi aziende, 50% operai alla Ferrari e 60% Case New Holland), di Bologna (80% Gruppo Ima e GD, 90% Bredamenarinibus, 90%operai e 80% impiegati Ducati Motor), di Ravenna (90% Cisa, 70% Marcegaglia, 95% Rosetti e Gallignani), di Forlì (95% Trasmital-Bonfiglioli, 80% Electrolux-Zanussi, con una media sul territorio dell'85%), di Ferrara (85% VM, media sul territorio 80%). "Inoltre parlano chiaro - aggiunge Scaltriti - l'elevata e non scontata partecipazione di migliaia di metalmeccanici al corteo di Reggio Emilia e alla manifestazione di Bologna sotto le Due Torri, i presidi massicci unitariamente organizzati in tutte le altre province (concentrati davanti a Confindustria a Piacenza, Parma, Forlì, Rimini, e negli altri territori distribuiti di fronte ai cancelli di numerose imprese o nei principali snodi stradali), così come il blocco della flessibilità e degli straordinari praticato da metà ottobre nelle aziende. Forti di questo messaggio di grande sostegno alla mobilitazione della categoria, verificheremo nei prossimi incontri previsti a livello nazionale le risposte degli imprenditori metalmeccanici, mentre stiamo già organizzando la gestione del nuovo pacchetto di 12 ore di sciopero proclamate da Fim, Fiom, Uilm, nelle quali è previsto lo svolgimento di manifestazioni regionali per il prossimo 16 novembre."

Lombardia, adesioni tra il 70 e il 90%
Il dato è riferito da Fiom Cgil e Fim Cisl regionali, che parlano di risultati positivi in tutta la regione, in particolare nelle grandi industrie come quelle del gruppo Fiat (Iveco Brescia, Milano e Suzzara). La Fiom sottolinea che alte adesioni si sono registrate anche tra gli impiegati. Secondo i sindacati, sono andati bene anche i cortei, spesso nati spontaneamente dove non erano programmati. A Milano, afferma la Fiom, l'adesione media è stata attorno all'80 per cento, con punte del 90 per cento in alcune aziende come l'Alfa e l'Iveco, mentre in alcuni casi si è raggiunto anche il 100 per cento. Nella zona cittadina si sono svolte quattro manifestazioni, la prima nella zona di Sesto San Giovanni. Il corteo di circa un migliaio di lavoratori è partito dalla Alstom di via Edison e ha fatto tappa finale davanti al comune di Sesto. Per la zona di Sempione-Rho c'è stato un corteo di circa 500 persone che si è snodato lungo la via Novara dopo la partenza dalla Lobo di Cornaredo. Il gruppo della zona Sud ha invece organizzato un presidio in piazza Cordusio, con un corteo di circa 500 persone che è terminato davanti alla sede della Borsa in Piazza Affari. Infine, per l'area di Lambrate i lavoratori si sono concentrati davanti alla sede della Nokia-Siemens per dare vita a una manifestazione di circa 500-600 persone.Per quanto riguarda le altre iniziative organizzate nella regione, sempre secondo la Fiom, nella zona di Brescia l'adesione allo sciopero ha superato l'80 per cento, così come a Mantova e Cremona. In Brianza la partecipazione ha oscillato tra il 70 e l'80 per cento, con presidi all'Alcatel, in STMicroelectronics e Electrolux. Partecipazione tra il 90 e il 100 per cento nelle aziende delle zone di Como e Lecco. A Pavia i lavoratori si fermeranno nelle ultime quattro ore del turno, mentre a Lodi cortei e presidi sono previsti nel pomeriggio. Ha commentato Maria Sciancati, segretaria generale della Fiom di Milano: "I metalmeccanici sono lavoratori consapevoli: aderiscono agli scioperi e manifestano solo quando sono convinti davvero. La giornata di oggi è il segno che la piattaforma unitaria, discussa e approvata con il voto dalle lavoratrici e dai lavoratori, contiene rivendicazioni che rispondono a esigenze reali, che non sono solo quelle economiche. Non a caso, infatti, i '30 denari' elargiti da alcune aziende, prima tra tutte Fiat, non hanno influito minimamente sulla riuscita dello sciopero e delle mobilitazioni'.

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