ROMA. «Alleggerire il prelievo fiscale sui salari e sulle pensioni di un punto di Pil, in pratica si tratta di circa 100 euro di tasse in meno al mese per ogni lavoratore dipendente». E' la proposta lanciata ieri dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. «La nostra - aggiunge il leader sindacale - non è una scelta tattica, legata alla Finanziaria, ma un piano di medio periodo». Per Epifani «si tratta di aumentare gradualmente, nell'arco di 5 anni, la detrazione sul lavoro dipendente».
«E questo per un valore che complessivamente non può essere inferiore a un punto del prodotto interno lordo. Avere questo orizzonte di medio periodo è importante - sottolinea Epifani - perchè ci fa uscire dalle secche della solita discussione che ogni anno facciamo a ridosso della Finanziaria per redistribuire 1 o 2 miliardi, che alla fine non se ne accorge nessuno».
Secondo Epifani si può finanziare questo taglio fiscale «con i proventi della lotta all'evasione e all'elusione, col riordino della tassazione sulle rendite finanziarie e con il taglio degli sprechi che ci sono nella spesa pubblica».
«Vogliamo mettere a punto una piattaforma completa - spiega ancora il segretario della Cgil - che poi verrà discussa nei luoghi di lavoro e infine sarà oggetto di iniziative di lotta. Nella piattaforma ci saranno anche altri due punti: un piano per l'edilizia che, coinvolgendo risorse pubbliche e private, aumenti l'offerta di case in affitto, e la redistribuzione della produttività, attraverso il rinnovo rapido dei contratti di lavoro».
In merito al Governo Prodi, Epifani ha più volte detto che non deve cadere. «Sì, ma lo faccio perchè con questo governo abbiamo concluso un accordo sul welfare che deve essere tradotto in legge entro il 31 dicembre - sostiene - e perchè nella Finanziaria devono essere messe le risorse per il rinnovo del contratto di tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici. Se il governo dovesse cadere domani, tutto questo andrebbe perso. Mi preoccupa molto questa situazione di sfilacciamento, questa maionese impazzita. Intanto portiamo a casa la riforma del welfare e il rinnovo dei contratti pubblici. Poi, a gennaio, si potrà fare il punto».
«Epifani solleva un problema reale» quando chiede una riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro. Ma una risposta c'è già in finanziaria, perchè «all'articolo 1 è stato previsto con un emendamento che tutto l'extragettito che emergerà nel 2008 andrà per aumentare le detrazioni di produzione dal reddito dei lavoratori dipendenti». Ad affermarlo è il sottosegretario all'Economia, Alfiero Grandi che per il governo segue l'approvazione delle misure fiscali previste dalla manovra.