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Data: 09/11/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Finanziaria al Senato, avanti tutta. Torna "Mister Prezzi", alla Camera un emendamento per riportare a 150 euro il bonus incapienti

Niente canone Rai per gli anziani poveri, via libera alle nuove Irap e Ires

ROMA. Mister Prezzi rinasce alla Camera, al Senato si trova la copertura decisiva per l'abolizione dei ticket diagnostici, si varano la nuova Irap e la nuova Ires, si agevolano le partite Iva di piccolo fatturato, si vara il riccometro "anti-furbi". La maggioranza viaggia sul filo di pochi voti di vantaggio, tranne che per dire no al dimezzamento di stipendio e indennità parlamentari (proposta di Turigliatto, Sinistra critica) che compatta destra e sinistra: 266 no e 36 sì.
In compenso, sempre con maggioranza allargatissima, si cancella il canone Rai a chi ha compiuto 75 anni. Però deve avere un reddito complessivo familiare di 516,7 euro al mese, senza conviventi esterni al nucleo (per esempio una badante), e con tv nella casa dove vive. Emendamento bipartisan, firmato da Filippo Berselli, An, e Zavoli, Pd. Se qualcuno se ne approfitta e non paga il canone fingendosi vecchio e povero rischia una multa da 500 a 2mila euro (più arretrati e interessi di mora). «Mi ricorda quel cartello nel bar sottocasa - scherza un senatore - "Sconti agli ultraottantenni se vengono accompagnati dai genitori"». «Una norma di grande civiltà», dice Zavoli, che della Rai è stato una colonna. «Veniamo incontro a chi ha solo la televisione per distrarsi ma non ha i soldi per pagare il canone», gli fa eco Berselli.
Ires, Irap, forfettone. Approvata la norma che prevede la rimodulazione dell'Irap (cala dal 4,25% al 3,9%) così come il taglio dell'Ires dal 33 al 27,5%. Per le imprese altre novità. A chi ha la partita Iva, ma un fatturato inferiore a 30mila euro, arriva il forfettone al 20% comprensivo di Iva, Irap e Irpef). Cancellato anche il cartello gogna che veniva messo sui negozi chiusi per mancata emissione dello scontrino.
Crediti d'imposta. Si possono utilizzare i crediti di imposta solo fino a un tetto di 250mila euro. Non vale per le imprese del Sud con fatturato fino a 5 milioni che siano impegnate in ricerca e innovazione. Stretta sulla deducibilità degli interessi passivi. Riguarderà le holding di partecipazione non bancarie o creditizie.
Bonus dimezzato. Torna a 150 euro il bonus incapienti previsto nel decreto fiscale e raddoppiato con un emendamento votato al Senato. Lo prevede uno dei 20 emendamenti, fra correzioni tecniche e aggiustamenti, presentati dal governo. 1000 in tutto le proposte di modifica.
Mister Prezzi. Fra le novità che il decreto fiscale si appresta ad accogliere alla Camera c'è l'istituzione di «Mister Prezzi». Non si occuperà solo di prezzi alimentari, ma anche di tariffe dei servizi. Riferità all'Antitrust e si avvarrà della collaborazione delle Camere di Commercio che riapriranno i loro «Uffici Prezzi». Ammesse, anzi richieste, le segnalazioni dei cittadini.
Mutui, si cambia gratis. Alla Camera presentato un emendamento trasversale sulla gratuità dello spostamento del mutuo da una banca a un'altra. «I notai appaiono disponibili, le banche un po' meno», spiega però uno dei firmatari, Paolo del Mese.
Consumatori tutelati. Roberto Manzione, dissidente dell'Ulivo, è deciso a portare fino in fondo la sua battaglia sulla class action (il ricorso di gruppi di consumatori) nella Finanziaria: «Si chiude in Senato, la nuova definizione prevede l'allargamento dei soggetti che rappresentano i consumatori».
Visco e l'Ici. Polemica fra Vincenzo Visco, viceministro alle Finanze, e Leonardo Domenici, presidente Anci, sui tagli all'Ici. «Vorremmo capire come arriveranno le risorse sostitutive», dice il sindaco di Firenze. «Abbiamo concertato tutto con voi», gli risponde Visco che poi attacca il taglio: «Non capisco perché l'Ici sia odiata, in tutto il mondo è la maggiore fonte di entrata per i Comuni. Negli Usa è pari all'1% del valore reale dell'immobile, non come da noi che si calcola su aliquote simboliche di valori simbolici».

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