PENNE. Penne volta pagina. Dopo otto anni di amministrazione affidata al patron della Brioni Roman Style Lucio Marcotullio, dopo cinque anni di giunta guidata da Paolo Fornarola, delfino e assessore di Marcotullio, il capoluogo dell'area vestina ha scelto il cambiamento.
Al termine di una campagna elettorale difficile, segnata dalle divisioni interne all'Unione e dalle laceranti divisioni registrate dentro la Margherita, la città ha scelto Donato Di Marcoberardino, 52 anni a luglio, uomo dei Democratici di sinistra forgiato dall'esperienza in Cgil, per 12 anni consigliere comunale a Penne, quindi assessore provinciale. A lui i cittadini di Penne hanno riservato un risultato che ha sorpreso compagni di coalizione e avversari: il 50,2 per cento dei voti, con uno scarto di quasi 1800 voti su Fornarola (29,2 per cento), mentre il terzo contendente, Vincenzo Ferrante, candidato del centrodestra si è fermato al 20,4 per cento. È la fine di un'esperienza politica durata tredici anni. Il risultato suona come una sconfitta anche per Luciano D'Alfonso, sindaco di Pescara e leader della Margherita, che aveva deciso di appoggiare sino alla fine la candidatura impopolare di Fornarola, osteggiata dai partiti dell'Unione decisi a mettere fine all'era della diarchia Marcotullio-Fornarola, e da una parte della Margherita stessa, con in testa l'assessore provinciale Antonello De Vico. Il risultato del voto rischia ora di provocare un terremoto dentro la Margherita, dove già ieri si respirava aria di resa dei conti.
«Resta una certa amarezza per la divisione, ma nella mia lista tutto il centrosinistra è rappresentato» ha commentato Di Marcoberardino al termine della festa spontanea che ha salutato la sua vittoria. «Qualcuno avrebbe dovuto prendere atto del fatto che i partiti dell'Unione volevano un altro candidato sindaco: nella Margherita c'è stato un deficit di democrazia. Il mio mandato si fonderà sul concetto della partecipazione dei citttadini». Ma sul ruolo dell'avversario nella nuova amministrazione, il sindaco neo-eletto non si è sbilanciato: «Sarò il sindaco di tutti, ma chi vince governa, gli altri stanno all'opposizione. Ma dipenderà da loro: se faranno proposte costruttive, le terrò in considerazione».
Fornarola, ieri tra i primi a chiamare Di Marcoberardino per complimentarsi con l'avversario, siederà sui banchi della minoranza assieme a Marcotullio, che rientra in consiglio comunale con 302 preferenze. «Io sarò all'opposizione, così hanno deciso i cittadini. Ma sulla collaborazione con la giunta a livello politico decideranno i partiti» ha commentato. «Deluso? No. Ha prevalso la voglia di cambiare, e poi la nostra lista era numericamente inferiore a quella dell'Unione. Ma sono convinto della scelta fatta assieme al mio partito, perché era necessario difendere l'operato di questi cinque anni e dei precedenti. Oltretutto, il nostro risultato, rispetto a politiche e provinciali, è migliorato, la Margherita è crescita. Piuttosto mi ha sorpreso il risultato della lista dell'Unione: mi aspettavo un numero di voti inferiore».