SULMONA - Tutti insieme appassionatamente, di spaccatura in spaccatura. La nomina di Stefania Pezzopane a presidente dell'assemblea costituente del Partito democratico non è stato il segno di una ritrovata armonia tra i protagonisti del Pd abruzzese. A rovinare la festa, tra i sorrisi, le pacche sulle spalle e i buoni propositi di unità della prima assemblea regionale del neonato Partito democratico, assemblea voluta dal segretario Luciano d'Alfonso a Sulmona, è stata dapprima l'animata discussione avvenuta tra lo stesso D'Alfonso e l'assessore regionale Tommaso Ginoble, suo competitore nelle scorse primarie per la nomina di segretario regionale del Pd. I due hanno avuto un serrato confronto in una delle vie del centro storico per una ventina di minuti, ritardando l'apertura dell'assemblea. C'è coluto l'intervento del sottosegretario allo Sport, Giovanni Lolli,per ricondurli nella sala del cinema Pacifico. Poi ci sono state le dichiarazioni di Ginoble, che si è detto «sconcertato dal fatto che abbiano deciso di procedere all'elezione del presidente del partito senza prima una consultazione», e pur augurando un buon lavoro al segretario e apprezzando le «sue parole tendenti all'unità con le quali siamo perfettamente concordi», ha infine abbandonato l'assemblea al momento del voto per l'elezione della presidente. Con lui e i "ginobliani" dell'ex-Margherita sono stati anche i socialisti e il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, ad allontanarsi dal cinema Pacifico dove si svolgeva l'assemblea.
Del Turco, che pure aveva espresso fiducia «in un partito che stimoli l'azione di governo della mia Giunta», nel corso del suo intervento aveva chiesto alla Pezzopane di ritirare la candidatura e rinviare l'elezione «per far sì che l'applauso lungo, appassionato ed unanime tributato a Luciano possa essere riservato anche a Stefania». «Se avessi accolto l'invito -ha commentato la Pezzopane- sarebbe stato rinnovare la metodologia di una vecchia politica della quale non vogliamo più fare parte». E si è detta stupita per la proposta di ritirarsi, giunta a urne per l'elezione del presidente già aperte. Ha poi regalato a D'Alfonso un pallone di rugby in miniatura, d'argento: «Il rugby è lo sport che amo di più. Apparentemente uno sport duro, quasi violento, ma che insegna la lealtà e la voglia di arrivare a meta dopo la mischie. Oggi, dopo qualche gomitata, la mia meta l'ho raggiunta. Sarò la presidente di tutti e lavorerò perché si realizzi l'intento che il Pd con la sua nascita si è proposto: quello di costruire anche in Abruzzo un partito nuovo e unito». Su 121 aventi diritto al voto, hanno scelto la Pezzopane in 74. I voti validi sono stati 71. La componente Ginoble, come detto, non ha votato.
Dal canto suo il segretario D'Alfonso, nell'intervento seguito alla sua proclamazione ufficiale, ha sottolineato come il Pd sia un partito «con la responsabilità di un grande risultato. Procederà univocamente e unitariamente