PESCARA. Il nuovo test dell'autobus elettrico sulla strada parco suscita entusiasmo, ma anche dure polemiche contro l'iniziativa promossa dal consigliere provinciale Aurelio Giammorretti come alternativa alla filovia. Ieri pomeriggio l'autobus elettrico preso "in prestito" dalla Ctp di Napoli ha di nuovo varcato la strada pedonale e poi ha continuato l'esperimento sui Colli.
Hanno partecipato alla prova anche il consigliere Carlo Sprecacenere e il presidente dell'Aics Domenico Valente, mentre il giorno prima erano saliti sul bus elettrico gli assessori Armando Mancini ed Edoardo De Blasio.
«Ma gli autobus proposti dal consigliere Giammorretti non corrispondono ai requisiti da noi indicati come alternativa alla filovia», dice Mario Sorgentone, presidente dell'associazione Strada Parco. «Giammorretti dimentica che l'obiettivo irrinunciabile della nostra azione è quello di salvaguardare la funzione ciclo-pedonale e sociale della strada parco. Il che è possibile solo con piccoli bus elettrici di 6-7 metri e capienza 20-25 passeggeri. Questa è la linea concordata con tutte le associazioni che hanno aderito alla raccolta delle ottomila cartoline consegnate al sindaco, reclamata dalla totalità dei cittadini che utilizzano la strada parco e dalla quale non intendiamo discostarci. Comunque», conclude Sorgentone «l'importante per il momento è fermare l'appalto della filovia».
Più dura la Filt-Cgil, che ieri ha chiesto ufficialmente le autorizzazioni al comando della polizia municipale al transito di un autobus su una strada interdetta al traffico. «Non esistono autorizzazioni né del Comune e né della Motorizzazione civile», hanno tuonato Giancarlo Foglietta e Franco Rolandi. «L'utilizzo di un mezzo pubblico in servizio a Napoli con un dipendente di un'azienda chietina richiede comunque numerose autorizzazioni, soprattutto per il cosiddetto "incarrozzamento". Se fosse accaduto un incidente chi ne avrebbe risposto?».