Un bus elettrico lungo la strada parco. E' l'idea del consigliere provinciale Aurelio Giammoretti che ha fatto transitare, con l'autorizzazione del sindaco D'Alfonso, il primo mezzo gommato sull'ex tracciato ferroviario a vent'anni dalla dismissione delle Fs. Contro il transito del filobus, un appalto da trenta milioni di euro, continua a battersi l'associazione Stradaparco presieduta da Mario Sorgentone che ha raccolto oltre 8mila firme contro la filovia. Il sì al filobus è invece sostenuto dalla Gtm, che ha cofnermato recentemente il via ai lavori. Ecco l'ultimo rebus della politica pescarese. «Il bus ecologico - spiega Giammorretti - è della Ecopower Technology di Brescia. Domani arriverà in città un bus totalmente elettrico con batterie riciclabili al 94%». Il mezzo, dopo aver percorso un tratto di strada parco, e fatto cadere il tabù dell'inviolabilità, ha toccato altri punti della città: il piazzale della vecchia stazione, via del Santuario e poi ai Colli, nelle stradine strette e tortuose «per dimostrare che questo bus è compatibile con le esigenze di Pescara e dei pescaresi» ha aggiunto Giammorretti. Gli autobus elettrici non fanno rumore e sono ad emissione zero, hanno però un'autonomia di 50 chilometri e quando le batterie vanno già subentra la turbina del motore alternativo a metano a ricarricarle durante il tragitto senza che i passeggeri si accorgano di nulla. «Il top, però, è il mezzo elettrico al 100% - conclude Giammoretti - abbatte tutti gli scarichi, anche quelli minimi del metano».
Su un fronte più estremo, la strada resti un parco, si schiera Per Mario Sorgentone che con la su associazione ha raccolto oltre 8mila firma contro il filobus. Un mare di consensi che rappresenta un segnale politico difficilmente ignorabile, tenuto conto che al referndum sul piano traffico hanno votato 20mila pescaresi. «Il bus ecologico è un passo avanti - sostiene Sorgentone - ma quello che propone Giammoretti è troppo grande. Noi pensavamo a mezzi da 20, 25 posti al massimo e la nostra idea è stata accolta da tutte le associazioni che si battono con noi». I minibus elettrici, in sostanza, garantirebbero una maggiore flessibilità d'utilizzo, sostiene il presidente di Stradaparco, dai parcheggi di scambio, altrasporto urbano e, perché no, anche per i futuri Giochi del Mediterraneo del 2009. «Nei prossimi giorni continueremo con la nostra battaglia - aggiunge Sorgentone - quelle 8mila firme sono un segnale chiaro, da parte della città che giudica un filobus lungo 18metri, lungo la strada parco, un errore storico per questa città. E' un errore che deve essere evitato perchè non migliorerebbe affatto la qualità della vita dei pescaresi, anzi, la peggiorerebbe».
La Gtm, la società di trasporti che gestisce l'appalto, si tira fuori sia dalle iniziative dei cittadini e delle associazioni che da quelle del consigliere Giammorretti. Donato Renzetti, presidente dell'azienda di trasporti, è laconico ed allo stesso tempo chiarissimo. «Non ho nessun commento da fare sull'iniziativa di un consigliere provinciale. Posso solo dire che l'appalto per l'installazione delle filovia lungo la strada parco è in corso e che io non lo posso modificare. Se altri lo vogliono fare se ne assumano la responsabilità». Ovvero una penale da 10 milioni di euro da pagare alla ditta vincitrice, la Balfour Beatty, multinazionale dell'ingegneria dei traposti i cui tecnici sono in città già da un mese per far iniziare i lavori entro i termini contrattuali