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Pescara, 09/05/2026
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Data: 30/05/2006
Testata giornalistica: Ansa
Autostrade. Sindacati: No alla fusone, disattesa la convenzione

ROMA - I sindacati dicono no alla fusione tra Autostrade ed Abertis e chiedono al governo ''un impegno forte, chiaro e deciso perche' la fusione non vada avanti con colpi di mano''. In una lettera inviata al ministro Di Pietro, inoltre, le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt sottolineano, tra l'altro, che ''gli impegni assunti da Autostrade all'atto dello scorporo della concessione non sono rispettati e la presenza di costruttori edili nell'azionariato di Abertis contrasta con i pareri vincolanti emessi dalle Commissioni parlamentari all'atto della privatizzazione''. Le organizzazioni puntano quindi l'indice sui mancati investimenti e chiedono che Autostrade venga obbligata a rispettare questi obblighi ''senza se e senza ma, anche alla luce degli aumenti gia' previsti sulle tariffe e l'ottenuta concessione quarantennale''. Perseguendo questa strada, sostengono, si potrebbe addirittura convincere Abertis della poca convenienza dell'operazione. ''Il governo deve ricorrere alla leva finanziaria e chiedere l'immediata realizzazione dei mancati investimenti, anche con garanzia fidejussoria, e ridefinire una redditivita' minore, piu' umana, per il concessionario autostradale italiano. In tal modo, abbassando la redditivita' dell'investimento e' probabile che gli spagnoli dovranno rifare i conti e l'operazione sarebbe bloccata'' dice il segretario della Filt, Fabrizio Solari. Per il responsabile dela Fit, Claudio Claudiani, inoltre,''ci sono tutti gli elementi per stigmatizzare l'assenza di controllo da parte dell'Anas. Le regole - dice - non solo erano deboli ma sono state anche aggirate. Inoltre - aggiunge - era noto gia' dal 2003 che gli investimenti non erano stati effettuati''. INVESTIMENTI. Le organizzazioni hanno calcolato che dalla convenzione del '97 ad oggi mancano all'appello 5,5 miliardi mentre, sommando quanto contenuto nella convenzione e nell'atto aggiuntivo sono previsti negli anni futuri 10 miliardi di investimenti. ''Con questi ritmi e con gli scarsi controlli in essere'' questi investimenti rischiano di essere ''illusori'' affermano le confederazioni secondo le quali c'e' anche il problema del piano industriale: ''qual e' - si chiedono - se l'indebitamento si e' raddoppiato? ''. TARIFFE. In 5 anni, dicono i sindacati, sono aumentate dell'11,5%, con un aumento dei ricavi del 7%. Cio' ha consentito utili straordinari ''molto superiori alle previsioni'' che sono andati in dividendi. Le tariffe, ricordano, sono aumentate nonostante i ritardi sugli investimenti. Rispetto a questi due punti fondamentali, i sindacati sottolineano che ''non vengono fornite garanzie certe sugli investimenti, ne' esistono controlli certi e sanzioni in caso di inadempienze che siano un concreto incentivo ad accelerare il processo di infrastrutturazione del Paese''. Inoltre, ''non si prospetta un sistema tariffario che sia strettamente collegato agli investimenti ed una destinazione degli utili che sia finalizzata alle nuove strutture ed a nuovi servizi piuttosto che a dividendi per gli azionisti ''

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