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Pescara, 09/05/2026
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Data: 16/11/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Tasse regionali e ticket, svolta necessaria» I sindacati: la Regione riduca il carico fiscale e punti sulle riforme anti-sprechi

PESCARA. «Già dalla Finanziaria 2008 chiediamo una diversa modulazione delle tasse regionali, a invarianza di gettito, e il ritiro immediato dei ticket farmaceutici, una tassa vera e propria, inaccettabile e illegittima». E' una delle condizioni poste da Cgil, Cisl e Uil Abruzzo per rilanciare la concertazione con la Regione Abruzzo e aprire una stagione di trattative sulle cose da fare.
Secondo Gianni Di Cesare della Cgil, Maurizio Spina della Cisl e Roberto Campo della Uil, occorre aprire «una seria fase di concertazione sulla finanziaria regionale 2008» per ripristinare risorse adeguate nei capitoli sviluppo, occupazione e politiche sociali, «anche accorciando i tempi per cominciare a utilizzare i fondi della programmazione 2007-2013».
E' urgente, poi, la «riorganizzazione della Regione e delle sue funzioni, nonché il riordino di interi settori per ricostruire condizioni di diverso utilizzo delle risorse». La riduzione della pressione fiscale deve essere un obiettivo da raggingere il prima possibile in quanto i costi della manovra regionale pesano sul reddito delle famiglie. «Già dalla Finanziaria 2008», premono i sindacati, chiediamo una diversa modulazione delle tasse regionali».
Nell'ambito del confronto su Bilancio e Finanziaria, Cgil, Cisl e Uil chiederanno di affrontare temi che ritengono prioritari, si tratta della lotta all'evasione fiscale e l'istituzione di un osservatorio sul fisco. In modo da capire se veramente i prelievi fatti siano utili a far uscire la Regione dal deficit. Il capitolo più delicato è quello della sanità. Per i tre sindacati occorre mettere mano ad una serie di riforme e procedere a «de-ospedalizzazione e territorializzazione», trasformare i piccoli ospedali e ricondurre la sanità privata a servizio delle esigenze del pubblico.
Infine si sindacati giudicano positivamente il fatto che si sia evitato il commissario ad acta per rispettare il piano di rientro della Sanità, perché ciò avrebbe probabilmente determinato un ulteriore aumento delle tasse regionali. Tuttavia, ritengono il prezzo della manovra «gravoso per la comunità, dati i tagli a lavoro e sociale».
Infine Di Cesare, Spina e Campo giudicano non più rinviabile «l'avvio di una seria e concreta fase di riorganizzazione», dicono, «della Regione e delle sue funzioni, nonchè il riordino di interi settori per ricostruire condizioni di un diverso utilizzo delle risorse, liberandone e trasferendone dai costi improduttivi a quelli sociali e di sviluppo».

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