Iscriviti OnLine
 

Pescara, 09/05/2026
Visitatore n. 753.790



Data: 16/11/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Il governo ha vinto la battaglia del Senato. La manovra passa con 161 voti contro 157. Prodi: Berlusconi riconosca la sconfitta In aula anche Ciampi

Dini vota a favore ma avverte: questo quadro politico va superato rapidamente

ROMA. Il Senato approva la finanziaria, la spallata ripetutamente annunciata da Silvio Berlusconi non c'è stata, il governo resta in piedi, ma la maggioranza conferma la sua debolezza. Con 161 «sì» contro 157 «no», Romano Prodi guadagna almeno qualche altro mese a Palazzo Chigi e l'ipotesi di elezioni nel 2008 si allontana. «Credo che ora Berlusconi debba dire: mi sono sbagliato», esulta il Professore.
«La maggioranza - aggiunge - è identica a quella del giorno dopo le elezioni». Superato il voto più difficile, la strada della Finanziaria si fa infatti in discesa. E sono in molti, sia nel centrosinistra che nel centrodestra, a dirsi certi che inizia ora una partita diversa. Non più la disperata ricerca del ko, ma il confronto, forse il dialogo (sotto la minaccia del referendum) su legge elettorale e riforme. «Cambia lo scenario - dice Anna Finocchiaro - finisce la spallata, la ginocchiata, il muro contro muro e si può aprire la stagione del dialogo e della politica».
Il centrosinistra raggiunge un obiettivo ambizioso, ritenuto assai difficile solo qualche settimana fa, ma certo la maggioranza non esce rafforzata dal voto di ieri sera. I colpi più duri come previsto sono arrivati da Lamberto Dini, intervenuto per ultimo nella carrellata delle dichiarazioni di voto. Ha annunciato il suo voto favorevole sulla finanziaria solo per «responsabilità», sottolineando che per «l'etica dei principi» lui e i suoi senatori avrebbero dovuto votare contro. Ma soprattutto ha assicurato una sua «iniziativa liberaldemocratica con l'obiettivo di superare rapidamente l'attuale quadro politico» perchè, ha sostenuto, il governo che ne è espressione «non appare adatto» a invertire la tendenza al declino politico e civile. E Willer Bordon, subito prima, annunciando il suo voto favorevole sulla finanziaria, ha ribadito che «non esiste più una vera e propria maggioranza politica».
Insomma la navigazione rimane a vista per Prodi che dopo il voto ha abbracciato Tommaso Padoa-Schioppa. Anche ieri è stata del resto un'altra giornata tesa a Palazzo Madama, conclusa, subito dopo il voto finale, con un accenno di vera e propria rissa. Un senatore di Forza Italia ha infatti ripetutamente cercato di prendere a testate un collega del centrosinistra. Ma prima s'era visto anche Maurizio Sacconi (Forza Italia) battere una scarpa sul banco per richiamare l'attenzione di Marini, un altro senatore forzista scoppiare in un pianto dirotto dopo essersi accorto di aver sbagliato a votare. E Giulio Andreotti che di fronte al nuovo tentativo di ostruzionismo della Cdl si è lasciato ad andare ad una delle sue battute: «Se il Senato fosse un negozio con questo metodo avrebbe già chiuso da un po' di tempo».
Prodi è arrivato in Senato per il voto finale. In serata, quando si è capito che si sarebbe arrivati al voto, ha lasciato Palazzo Madama Giulio Andreotti, mentre è arrivato Carlo Azeglio Ciampi che ha partecipato al voto insieme ad altri tre senatori a vita: Rita Levi Montalcini, Oscar Luigi Scalfaro ed Emilio Colombo.
Eppure la mattina era cominciata con un segnale poco incoraggiante. La maggioranza era stata infatti battuta su un emendamento di Forza Italia, 156 a 153, grazie al mancato voto di 6 senatori fra cui Lamberto Dini e il diniano Giuseppe Scalera. «C'era confusione in aula, sei senatori non sono riusciti a votare in tempo, non ha alcun significato politico», ha però minimizzato Dini, avvertendo: «Parlerò in dichiarazione di voto». Da quel momento l'attenzione principale del centrodestra si è tutta appuntata su di lui.
Il centrodestra è tornato a fare ostruzionismo in particolare sull'emendamento che introduce la "class action", l'azione di risarcimento collettiva a tutela dei consumatori, voluta con forza da Bordon e Manzione come una delle condizioni per il loro voto favorevole alla finanziaria.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it