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Data: 17/11/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Mazzocca: «D'Alfonso non sa di cosa parla» «Sulla sanità ha perso qualche puntata». D'Alfonso sui trasporti «E' indispensabile puntare sui treni e sulla liberalizzazione del settore»

PESCARA. «Non ho la vocazione? Riserverei questo discorso ad altri ambiti». Risponde con una battuta l'assessore regionale alla sanità Bernardo Mazzocca alla frase detta dal segretario del Partito democratico e sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso durante la sua prima intervista televisiva dopo la proclamazione a leader del Pd abruzzese («Mazzocca? Non è vocato a fare gestione»).
Ma al di là della battuta l'argomento è politicamente serio, perché investe l'assetto interno del nuovo Pd, la convivenza di un segretario decisionista con la minoranza di Tommaso Ginoble (al quale appartiene Mazzocca), la contesa per gli incarichi provinciali che dovranno essere decisi il 24, il rapporto con l'esecutivo di Ottaviano Del Turco principale sponsor di Ginoble.
«Probabilmente avendo tante cose da fare il sindaco ha perso qualche battuta», dice Mazzocca. «In questi due anni e mezzo abbiamo recuperato 800 milioni del miliardo che altri allegramente hanno speso. Abbiamo costituito l'Agenzia sanitaria, approvato la legge sull'appropriatezza, quella sui ricoveri, la legge per l'accreditamento definitivo delle strutture sanitarie, la legge sulla rete ospedaliera, abbiamo riformato la politica del farmaco, e abbiamo presentato il piano sanitario regionale». Dunque, dice Mazzocca, di cosa parla D'Alfonso? «Io a luglio avevo posto l'esigenza che il segretario del Pd sostenesse l'azione riformista della giunta, ribadisco il mio pensiero. E ribadisco che in consiglio c'è necessita che il Pd formi un gruppo unico, perché su alcune vicende il silenzio del partito è stato assordante».
Se la polemica di D'Alfonso è sulle poltrone, dice Mazzocca, «noi non vogliamo poltrone, ma solo il riconoscimento politico di una componente del Pd che darà il proprio contributo alla costruzione del nuovo partito in vista soprattutto dei prossimi impegni, primo fra tutti le elezioni amministrative».
A D'Alfonso risponde, senza mai citarlo, anche Del Turco, che, premettendo di non voler fare polemica con il segretario del Pd, definisce «immutata» la fiducia nei confronti del suo assessore alla Sanità: «L'assessore Mazzocca lascerà il suo compito di risanatore del sistema sanitario abruzzese solo quando il presidente della Regione lascerà il suo incarico». «In tutte le regioni sommerse da debiti e buchi colossali prodotti da gestioni del sistema sanitario irresponsabili», prosegue il presidente, «il Partito Democratico appena nato si è schierato senza esitazioni a difesa del lavoro prodotto dalle Giunte di centrosinistra per il risanamento e il rilancio della sanità. In questo senso l'Abruzzo non dovrebbe fare eccezioni».
Solidarietà a Mazzocca anche da Ginoble: «Se anche l'opposizione ha dovuto prendere atto che il nostro piano di risanamento del deficit sanitario, proprio per la sua fondatezza, ha evitato il commissariamento dell'Abruzzo è imbarazzante credere che il nuovo Partito democratico ne sminuisca la portata».
«Per risanare, con il Governo Prodi stiamo seguendo un percorso condiviso», aggiunge Ginoble, «se non fosse così ciascuno potrebbe dire la propria sulla sanità senza essere smentito. Non sottovalutiamo le difficoltà, ma proprio per questo auspichiamo che il partito democratico, nuova forza riformatrice, reciti a sostegno della giunta di centro sinistra - come avviene nel resto del paese - il suo ruolo di raccordo».

La battuta del segretario

PESCARA. La frase che sta suscitando polemiche nel partito democatico Luciano D'Alfonso l'ha pronunciata durante un dibattito televisivo a Rete8 davanti ai giornalisti Claudio Valente, Vittorio Mingione, Francesco Di Miero e Pasquale Galante. Parlando della drammaticità della situazione economica abruzzese D'Alfonso ha affermato che, secondo lui, Bernardo Mazzocca «non è vocato a fare gestione». «Ci sono troppi ricoveri impropri», ha aggiunto, «e troppi ospedali, serve un piano sanitario per comporre l'assistenza sanitaria e quella sociale e in più un sistema di controllo per le inappropriatezze». Poi ha parlato di trasporti, un settore del quale è assessore regionale Tommaso Ginoble, leader della minoranza del Pd: «Per rilanciare l'Abruzzo», ha osservato D'Alfonso, «è giusto dotarsi anche del piano regionale dei trasporti per limitare i 151 milioni di passaggi di auto ogni anno sulle strade della regione». Per farlo, ha aggiunto D'Alfonso, «è indispensabile puntare sui treni e sulla liberalizzazione del settore». E i due assessori, ma anche il presidente della giunta, non hanno gradito.


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