PESCARA. Proprio alla vigilia delle elezioni per il rinnovo della Rsu di Giunta e Consiglio regionale in programma da domani al 22 novembre si infiamma il dibattito sui provvedimenti di riorganizzazione del personale. Ad infuocare gli animi dei duemila dipendenti della Regione è il piano attuativo dell'accordo sulle verticalizzazioni e la stabilizzazione del precariato siglato nei giorni scorsi dall'assessore al personale Giovanni D'Amico e dai due segretari regionali Funzione Pubblica, Cgil, Antonio Iovito, Cisl, Gianfranco Celi. L'intesa non è stata firmata dalla Uil e dall'Ugl.
Da questo dato, molto probabilmente, scaturisce la confusione e le diversità di veduta sull'epilogo dell'assemblea del personale di venerdì: per alcuni, i dipendenti regionali hanno bocciato l'accordo, per altri, Cgil e Cisl in testa, non si è trattato di una bocciatura.
Tutti i rappresentanti sindacali hanno la consegna del silenzio alla vigilia delle elezioni; ma anche per non influenzare il rinnovo della rappresentanza sindacale aziendale cche vede la partecipazione di circa 100 delegati. Vivace botta e risposta, invece, tra l'assessore D'Amico e il consigliere di An Fabrizio Di Stefano. Secondo quest'ultimo, «i lavoratori della Regione hanno sonoramente bocciato l'accordo tra D'Amico e Cgil e Cisl».
«Il piano attuativo dell'accordo del 30 luglio scorso per la verticalizzazione del personale e la stabilizzazione dei precari ha ricevuto il no deciso della gran parte delle persone riunite», spiega il coordinatore regionale di An.
Secca la replica di D'Amico: «Mi tengo fuori da ogni riflesso legato alle votazioni per il rinnovo della Rsa, credo che anche Di Stefano debba farlo perché rappresenta una maggioranza che nella passata legislatura non è riuscita a fare mai un accordo sul personale con i sindacati».
D'Amico entra nel merito: «I dati ufficiali dicono che fatto un protocollo firmato da tutti, compresa l'Ugl, a settembre. Poi, c'è stata la firma del contratto decentrato. Atti che non si facevano dal '99. Mi è stato chiesto di fare un piano per verticalizzazioni e stabilizzazioni sul quale abbiamo fatto di tutto per avere il sì di Uil e Ugl. Non c'è stato verso, ed ho firmato con chi è disponibile. E' una intesa importante perché dà certezze ai lavoratori ed in tal senso è un fatto neutro rispetto alla campagna elettorale».