PER aumentare la capacità e l'efficienza del sistema portuale Abruzzese, torna di attualità il tema della complementarità e della specializzazione dei porti. Il mercato di riferimento di un porto va ben oltre i propri confini fisici ed è parte integrante di sistemi logistici più ampi; il porto, pertanto, deve essere sempre più un luogo della logistica, dove si integrano le varie attività che possono qualificarne la funzione, superando una logica di concorrenza tra singoli porti. necessario che la Regione assuma pienamente il compito di coordinamento della programmazione degli investimenti infrastrutturali e definisca forme di integrazione e complementarità fra i vari porti, in particolare per alcune tipologie di traffico che maggiormente incidono sui territori, anche in termini di impatto ambientale. indispensabile prevedere l'istituzione di una sede di confronto permanente, in cui tutte le diverse istanze possono venire alla luce e possono trovare elementi di sintesi, coinvolgendo le Autorità di porto e le organizzazione datoriali e sindacali, eliminando quella separatezza e quella contrapposizione che, in diversi casi, sino ad oggi abbiamo verificato il boom commerciale che si prospetta in questo periodo con i paesi orientali, e dal nuovo ruolo del mediterraneo, che sta avvenendo a ritmi ben più alti dell'intera economia mondiale. Il progetto Marco Polo e il decollo del corridoio 5, via naturale del commercio in transito dall'Est all'Ovest dell'Europa e che coinvolgerà l'intero sistema nazionale, costituiscono oggi un'ulteriore opportunità per aprire una nuova fase di grande crescita per il comparto marittimo portuale in Abruzzo.
Luciano Di Giulio Uil-Trasporti Abruzzo