PESCARA. Ore 11: in consiglio comunale esplode la protesta del centrodestra e dei commercianti contro il Piano traffico. I banchi dell'opposizione e la platea si riempiono di cartelli di vari colori con le scritte «Svendesi Pescara in Toto», «Vendesi rampa inutilizzata», «Svendesi Pescara per cessata viabilità», «Cercasi veri democratici rispettosi referendum, no Pd perditempo». E' l'immagine emblematica di ciò che è accaduto ieri durante una seduta dedicata quasi esclusivamente al documento sulla viabilità. Per cinque ore si è assistito a uno scontro durissimo tra i due Poli.
Sono piovute accuse di ogni genere contro l'amministrazione comunale, schierata compatta in difesa del Piano traffico e dell'assessore alla mobilità, Armando Mancini, che in un'intervista pubblicata ieri dal Centro, ha dichiarato di essere pronto a lasciare se il Piano dovesse essere stravolto. Alla fine, nell'aula affollata di gente, è stato votato solo un emendamento del Polo per cancellare i parcheggi a pagamento, ma è stato bocciato. Invece il voto sulle due delibere, una della maggioranza e l'altra dell'opposizione, con cui si decide il destino del documento sulla viabilità, è stato rinviato a lunedì prossimo. Ecco la cronaca della giornata.
SCONTRO IN AULA. Il consiglio era stata convocato per discutere di nuovo del Piano traffico, approvato due anni fa dall'aula, alla luce dei risultati del referendum popolare del 23 settembre scorso in cui hanno prevalso i sì all'abrogazione del documento sulla viabilità, pur con una percentuale limitata di votanti. Si sapeva sin dalla vigilia che la seduta si sarebbe trasformata in uno scontro tra i due Poli. Il centrodestra è partito subito all'attacco con il capogruppo di An, Augusto Di Luzio. «Il 65 per cento dei cittadini ha votato contro il Piano traffico» ha detto «non potete fare finta di niente approvando una semplice presa d'atto». «I benefici di questo Piano si stanno già vedendo», ha replicato Davide Pace (Sinistra democratica).
ACCUSE DI MASCI. Lo scontro ha fatto registrare momenti di tensione, quando Carlo Masci (Udc) è intervenuto lanciando pesanti accuse contro il sindaco, Luciano D'Alfonso, rimasto in silenzio e la giunta. «Questo Piano traffico è un'operazione sciagurata» ha affermato «come lo è stato il tentativo di far transitare i soldi per realizzare il Ponte del mare su un conto del segretario generale per evitare di fare le gare d'appalto. Ma avete fatto retromarcia in tempo».
Il senatore di Forza Italia, Andrea Pastore, ha rincarato la dose: «Non si può accettare l'idea che per entrare in città si debba pagare il ticket. Questo soluzione conviene solo a chi gestirà gli ingressi nelle Ztl».
SCOPPIA LA PROTESTA. Applausi ai consiglieri del Polo, fischi e insulti agli esponenti della maggioranza. La protesta dei commercianti e dei cittadini presenti in aula è partita così. In consiglio c'erano i comitati promotori del referendum consultivo del 23 settembre per abrogare il Piano traffico. C'erano anche dei rappresentanti di Confcommercio e Confesercenti. In aula sono poi spuntati dei cartelli ironici contro il Piano e il vice presidente del consiglio comunale, Gina Ciccarelli, è stata costretta a sospendere la seduta per 10 minuti. Alla ripresa, Luigi Albore Mascia (An) ha chiesto le dimissioni di Mancini.
«SI' A MINI CORREZIONI». Mancini non ha raccolto la provocazione e ha confermato di essere pronto ad accogliere piccole correzioni al Piano, dopo un nuovo giro di incontri con le associazioni di categoria. Ed è ciò che propone l'ordine del giorno, presentato dal centrosinistra, che verrà votato lunedì. Nel provvedimento si richiede anche la sospensione per tre settimane della firma del contratto con Toto per l'appalto delle aree di risulta.