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Pescara, 09/05/2026
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Data: 22/11/2007
Testata giornalistica: Trambus
Un film già visto per evitare le scelte di Maurizio Sgroi

E' un film già visto, quello che si può scrutare osservando fra le righe dell'ennesimo provvedimento di riforma del tpl presentato dal mnistro di cui diamo conto nell'approfondimento. Un film già visto perché l'annuncio delle gare nel 2009, ossia fra poco più di due anni, assomiglia nella forma e nelle intenzioni alle numerose proroghe che dal 2002 in poi hanno allungato con pregevole accanimento terapeutico la vita del così detto decreto Burlando, quello che doveva dare inizio alla Splendida Stagione del Mercato nel Trasporto Pubblico. Sappiamo com'è andata: rinvii, stralci, proroghe rigorosamente bipartisan, in house, eccetera. Tutto pur di non riconoscere un'evidenza sussurrata nelle aule parlamentari e negata con piglio tonitruante nelle assise pubbliche: l'idea del mercato applicata al trasporto locale è una solenne bestialità. E non lo diciamo noi, lo dicono i fatti. Nelle poche città dove sono state celebrate le gare i risparmi che hanno ottenuto le amministrazioni pubbliche (uno dei motivi che incoraggia i liberisti a voler liberalizzare) sono stati inferiori persino rispetto ai costi per fare la gara, tanto per dirne una. E la gara se la sono aggiudicata quasi sempre le imprese uscenti, alla faccia dell'Antitrust che ha multato un consorzio di aziende colpevoli solo - come nella peggiore inquisizione - di aver pensato di violare la concorrenza, il moderno feticcio dei nostri giorni. Si dice che più mercato implica meno costi e più qualità del servizio. Ma se questo è lo scopo del gioco, ci permettiamo di suggerire una soluzione non economicistica, ma giuridica: vietate l'accesso delle auto nei centri storici, e vedrete i costi del tpl crollare e l'efficienza di bus e tram salire alle stelle.

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