PESCARA. Ieri di buona mattina il presidente della Giunta Ottaviano Del Turco ha firmato la legge di riduzione degli Ato varata martedì sera dal consiglio. Contemporaneamente l'assessore al ciclo idrico Mimmo Srour ha inviato dodici telegrammi ai 6 Ato a ai 6 enti gestori.
E in queste ore è già in stampa il numero straordinario del Bollettino ufficiale che permetterà alla legge di diventare operativa: di abolire gli Ato di Sulmona e Avezzano e di azzerare i Cda degli altri quattro che verranno commissariati. Le società di gestione, invece, saranno congelate per 6 mesi in vista di una loro rifondazione. La «rivoluzione dell'acqua», come la chiama l'assessore Srour procede dunque a ritmi sostenuti. Anche perché le cose sarebbero cambiate rapidamente da qui a fine mese, in mancanza di interventi decisi da parte della regione. Nei telegrammi, infatti, Srour chiede agli Ato di limitarsi alla normale amministrazione, e «di non procedere oltre l'ordinario» (da oggi al 30 erano previste le assemblee dei sindaci per il rinnovo della cariche).
La riforma che entrerà in vigore tra poche ore è solo un pezzo di quella pensata da Srour. Solo tre articoli e una norma transitoria su 29 della riforma integrale. Ma è l'effetto del faticoso compromesso trovato dentro la maggioranza. «Avrei preferito l'approvazione della legge», dice Srour, «ma credo che anche con questi primi articoli siamo, senza enfatizzare, all'inizio di una rivoluzione. Anche perché abbiamo superato quello che era l'oggetto del contenzioso, la riduzione degli Ato e dei Cda». Nulla sarà più come prima, promette Srour, «e dico ai più nervosi di rassegnarsi a questo fatto. Io ho il massimo rispetto per chi difende le proprie posizioni, però noi abbiamo il dovere di difendere i cittadini. Sfido chiunque a dirmi che le cose così come sono vanno bene. Certo, gli Ato non sono tutti uguali, ma la situazione era insostenibile».
La crisi idrica dell'estate, la vicenda incredibile dell'acqua inquinata, o sospetta inquinata, o «quasi buona», come ha ironizzato Del Turco, nell'area metropolitana Chieti-Pescara, è solo la vicenda più drammatica di una gestione che secondo Srour era «fuori controllo».
Con la riforma la regione riprende nelle proprie mani il ciclo idrico, ma avverte Srour, ciò non vuol dire che i sindaci verranno esautorati. «Nessuno provi a fare ipotesi del genere. I sindaci saranno più protagonisti di ieri. Noi abbiamo fatto una battaglia per ridurre gli enti d'ambito, a costo zero, proprio per lasciare ai territori un ruolo da protagonisti, visto che le reti idriche in passato le hanno costruite loro».
I commissari saranno nominati nei prossimi giorni dal presidente della giunta su proposta di Srour. «Stiamo preparando la delibera per le nomine e stiamo scrivendo le linee guida per l'operato dei commissari», spiega l'assessore. «Sarà gente altamente qualificata. E io invito la politica a fare un passo indietro. Abbiamo bisogno di professionisti, di gente che fa quello che deve fare, perché non si può mettere in mano al primo politico che passa enti con bilanci milionari».
Uno dei primi compiti che spetterà ai commissari sarà quello di convocare le assemblee dei sindaci per la costituzione dei nuovi enti d'ambito secondo le nuove perimetrazioni. Più complesso sarà il lavoro rispetto gli enti gestori che sono società per azioni e dunque soggetti al codice civile e non alla Regione. «Ma i soci, i proprietari, sono i Comuni», spiega l'assessore «di conseguenza i commissari convocheranno immediatamente le assemblee per costituire le nuove spa, perché cambiando la perimetrazione, cambia anche la componente societaria. I commissari inizieranno dunque con i sindaci un processo di ricostruzione delle società per arrivare a un affidamento in house della gestione, che deve restare pubblica».
Continuano intanto le reazioni dei partiti alla riforma.
Il coordinatore regionale dello Sdi Gaetano Cuzzi (membro del Cda dell'Aca, società di gestione dell'Ato Pescara), parla di legge «confusionaria e illegittima assunta in dispregio delle leggi dello stato», e invita il Pd «a dare esempi di sobrietà al suo interno». Alfonso Mascitelli (Idv) parla di occasione persa, perché si lascia inalterati per 6 mesi gli enti gestori. Il compagno di partito Bruno Evangelista ribadisce la convinzione «che un unico ente d'ambito ed un unico ente gestore sarebbe stata la soluzione più giusta». Il segretario della Dc per le autonomie Giampiero Catone definisce «una spartizione politica tutta interna al Pd» l'indicazione dei nuovi commissari.
Per il consigliere di Forza Italia Giuseppe Tagliente la maggioranza «non ha avuto il coraggio d'affondare il bisturi». Di tutt'altro tono il commento del cosigliere Augusto Di Stanislao (Udeur): «Il fatto che la legge finanziaria contenga elementi comuni con il progetto di riforma pensato due anni fa da Mimmo Srour la dice lunga tanto sulla sua visione quanto sulle sue competenze».