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Pescara, 09/05/2026
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Data: 24/11/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Irap e Irpef a oltranza, e i ticket restano. Regione, approvato il documento di programmazione economica. La denuncia della Uil: restano tasse pesanti

PESCARA - La Regione non cancellerà le addizionali Irap e Irpef neppure alla fine dei tre anni previsti per il piano di rientro sanitario. Nè i ticket farmaceutici, nonostante le promesse dell'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca di eliminarli il primo maggio ormai passato. La denuncia è di Roberto Campo della Uil che punta il dito contro le scelte della Regione guidata da Ottaviano Del Turco. «Si poteva concordare una strategia triennale che, contestualmente al raggiungimento del pareggio del conti della sanità, portasse l'Abruzzo dalla situazione attuale, con tasse elevate e pochissime risorse di bilancio, al riallineamento della fiscalità abruzzese con quella delle altre regioni che non hanno sfondato il deficit previsto della spesa sanitaria. Si poteva costruire una prospettiva di più ampio respiro in cui collocare la Finanziaria regionale 2008. Si poteva condividere un'agenda per recuperare i buchi nella legislazione regionale (innovazione, industria) e affrontare finalmente il riordino degli enti strumentali»: niente di tutto questo, secondo Campo, l'Abruzzo continuerà a pagare tasse elevatissime e a non beneficiare di investimenti seri che consentano al territorio occasioni di sviluppo.
«I due incontri sul Documento di Programmazione non sono stati veri momenti di confronto, con la possibilità dell'accordo o del disaccordo, ma audizioni senza ritorno - denuncia Campo - Apprendiamo ora che la Giunta Regionale, data per sbrigata l'incombenza della concertazione con le parti sociali, in data 5 novembre 2007, con deliberazione n. 1051/C, ha approvato il Documento di Programmazione Economico Finanziaria Regionale 2008-2010». In questo documento non c'è «la scelta politica forte del rientro nel triennio dalle maggiorazioni dell'addizionale regionale Irpef e dell'Irap. Addirittura perpetua il ticket farmaceutico fino a tutto il 2009, trasformandolo in una tassa vera e propria, visto che nemmeno l'avvenuto pareggio della spesa farmaceutica ne comporta l'estinzione. Manca un disegno che dia fiducia, facendo intravedere un futuro migliore del presente contraddistinto da tasse, tagli, crescita debole». Le cose da fare, settore per settore, sono spesso elenchi senza tempo, dice Campo, non un'agenda strutturata ed impegnativa, e non recepiscono con chiarezza le priorità più volte indicate dalle parti sociali. «Nemmeno per l'eterno Prit (Piano Regionale Integrato dei Trasporti) si definisce la conclusione di una programmazione di durata epica. Troppa spesa nella sanità soddisfa esigenze politiche piuttosto che di salute. Sarebbe necessario dare vita ad un'azione riformatrice più profonda di quella avviata per rispettare il piano di risanamento, ma evidentemente non è nei programmi della Giunta Regionale».

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