MILANO. I sindacati chiedono al governo di aprire una vertenza sui salari e propongono una piattaforma di partenza incentrata soprattutto sulle politiche fiscali a sostegno dei redditi. Il testo della proposta è stato varato oggi da un'assemblea a Milano tra i quadri e i delegati della Cgil, della Cisl e della Uil, alla presenza dei tre segretari generali (Epifani, Bonanni, Angeletti), e mira a un aumento del potere d'acquisto con misure su fisco, contratti, tariffe, prezzi e casa.
«Chiediamo al governo l'apertura di un confronto per una nuova politica dei redditi, che punti a una crescita reale dei salari dei lavoratori dipendenti e delle pensioni - ha detto il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani - Ci vuole una politica fiscale che nel tempo riduca di almeno un punto di Pil il prelievo fiscale su lavoro dipendente e pensioni».
«Bisogna aprire una vertenza forte nei confronti del governo centrale e locale. Sfidiamo la politica con un tema classico del sindacato: i salari e il reddito dei lavoratori e dei pensionati - ha detto il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni - Siamo sicuri di pagare troppe tasse su salari troppo bassi. Vogliamo salari più alti e tasse più basse». «Insieme con una politica dei contratti più attenta al valore delle retribuzioni per i lavoratori, ci vuole una politica fiscale più attenta», ha spiegato tra l'altro Epifani. Le misure contenute nella piattaforma vanno da una riforma dell'Irpef, alla richiesta di ridurre le tasse sugli aumenti contrattuali. Senza dimenticare un ripensamento del federalismo fiscale per poter fissare e controllare il livello complessivo di pressione fiscale, ripartita tra i diversi livelli, dal centrale al locale. La piattaforma a sostegno dei salari affronta poi le politiche fiscali per la casa, e quelle a controllo dei prezzi, chiedendo tra l'altro tagli alle accise in caso di aumenti a benzina e gasolio, e la riattivazione delle Commissioni per il costo della vita.
«In questo Paese esiste una questione vera: le persone che lavorano si stanno impoverendo - ha detto il segretario della Uil, Luigi Angeletti -. La prima cosa da fare è ridurre le tasse sugli aumenti contrattuali e rinnovare i contratti». Il tema dei contratti ha visto tra l'altro concordi i tre segretari sindacali nel minacciare uno sciopero generale se per fine anno gli accordi scaduti non saranno rinnovati.
Concordi anche nel bocciare l'ipotesi che la fiducia del governo al protocollo sul welfare faccia passare un testo diverso da quello concordato il 23 luglio tra le parti sociali.