Iscriviti OnLine
 

Pescara, 09/05/2026
Visitatore n. 753.790



Data: 28/11/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Difendiamo l'orso anche dai treni

Gandhi sosteneva che «la civiltà di un popolo si vede da come tratta i propri animali». Vorrei poter dire all'orso, emblema delle specie in pericolo nella nostra regione, che è la politica, la peggiore delle attività antropiche con cui ha a che fare da millenni, la prima causa della sua prevedibile estinzione. Altrimenti a cosa o a chi imputare la colpa della scarsa vigilanza sul patrimonio naturalistico abruzzese? Non ritengo fantascientifico ipotizzare che un controllo satellitare dei boschi possa consentire la tempestiva individuazione di piromani e bracconieri. Inoltre una massiccia riforestazione di aree demaniali, non necessariamente montane, potrebbe contenere il dissesto idrogeologico e prevenire ulteriori frane e allagamenti, offrire asilo a molti esseri viventi. Certo si tratta di interventi costosi, ma sicuramente meno costosi dei milioni di euro spesi per domare gli incendi o per sanare i danni economici e d'immagine all'impropriamente detta «Regione verde d'Europa», in ultimo incapace di proteggere le sue rare specie animali e vegetali. Lo Stato italiano e le amministrazioni locali hanno clamorosamente fallito se sono tuttora più disposte a spendere per riparare anziché investire in azioni di sensibilizzazione dei cittadini sulla necessità di rispettare l'ambiente. Solerti a mantenere pulita la nostra auto, non ci facciamo scrupoli a vuotare il posacenere fuori dal finestrino insudiciando il futuro dei nostri figli che cresceranno in un Abruzzo meno verde e che presumibilmente vedranno l'orso soltanto in documentari dalla pellicola già sbiadita.
In occasione della notizia appresa da «il Centro» sullo stanziamento di cospicui fondi per l'ammodernamento della linea ferroviaria Roma-Pescara, ho scritto al presidente della Regione e al manager di Trenitalia per ricevere assicurazioni che il tracciato sarà recintato al fine di impedire che gli animali selvatici attraversino i binari con il rischio di essere investiti dai treni, a mia memoria, causa negli anni passati del decesso di vari esemplari di lupi e orsi. Spero che il silenzio degli amministratori sia affermativo. In alcuni paesi europei, molte ferrovie e arterie viarie sono recintate e dotate di sottopassaggi per consentire l'attraversamento degli animali. Forse il nostro povero orso ha avuto la sventura di essere nato nel paese sbagliato, un po' come quel tale, innocente, condannato a morte in un paese dove vige la pena capitale. Se c'è la volontà, si può ancora cambiare.

Mario Cipollone Montesilvano

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it