LANCIANO - «Fatti gravissimi»: lapidari i commenti degli inquirenti sull'inchiesta inerente la presunta mala gestione economica alla Sangritana dal 2002 al 2005. Ma la Corte dei Conti indaga fino al 2006. Ieri nuovo giro di interrogatori da parte del sostituto procuratore Mirvana Di Serio per le questioni di carattere penale. In totale gli indagati sono cinque: si tratta dell'ex presidente Marino Ferretti e l'ex direttore generale Antonio Bianco, entrambi accusati di concorso in truffa ai danni dello Stato (Ferretti anche di falso). Per il solo reato di falso indagati poi tre consulenti; si tratta dei commercialisti associati Massimo Battistella e Danilo Di Florio, quindi l'ingegner Luigi Di Diego.
I periti hanno effettuato valutazioni sullo stato patrimoniale della decotta società di trasporti Staf di Lanciano e sui 25 autobus utilizzati per anni, che sarebbero stati venduti dalla Staf alla Sangritana per la somma di un milione e 961 mila euro; mezzi acquistati dalla Staf per un valore di un milione e 473 mila euro. Tanto per dire che un vecchio pulman che valeva mille euro la Sangritana l'avrebbe pagato fino a 23 mila euro. E diversi mezzi non sono mai stati utilizzati perchè rotti. Proprio la vicenda Staf, avallata dall'ex vertice aziendale, appare l'aspetto preponderante dell'indagine sulla passata gestione Sangritana.
Ieri di buon'ora il pm Di Serio ha ascoltato l'ex presidente Ferretti (difeso dall'avv. Augusto La Morgia), il quale si è avvalso della facoltà di non rispondere. Poi sono stati sentiti Battistella e Di Florio: quest'ultimo si è detto «assolutamente sereno. Tutto bene, ho chiarito la mia posizione», ha precisato. Domani, giovedì, convocati per l'interrogatorio Bianco (difeso da Aldo La Morgia) e Di Diego. Inchiesta in dirittura d'arrivo, dopo un secondo giro di testimonianze durato moltissime ore. Fra alcune settimane il pm chiuderà il fascicolo, con quasi certezza di richiesta di rinvio a giudizio per i coinvolti. Vicenda delicata, dove non sarebbero scattate le manette solo perché si tratta di una questione di vecchia data e per il fatto che non si sono preavvisati rischi di fuga e inquinamento di prove. Ma si approssimano altri tronconi d'inchiesta: sia per l' acquisto del deposito bus, ex centro Pozzolini nella zona industriale Follani di Lanciano, pagato un milione e 600 mila euro, più altri soldi spesi per ristrutturarlo, sia sulle 130 assunzioni senza concorso. Nel dossier d'indagine del nucleo tributario della Guardia di Finanza di Pescara si parla senza perifrasi «di operazioni economiche svantaggiose per la Sangritana». Le difese lavorano alacremente per smontare il presunto teorema accusatorio.