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Pescara, 09/05/2026
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30/11/2007
Il Messaggero
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Fermi bus e treni, l'Abruzzo a piedi. Oggi dalle 9 alle 17 lo sciopero dei trasporti, a rischio anche i funerali |
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PESCARA - Oggi l'Abruzzo si ferma. Niente autobus, metro, treno, aerei e navi. Incrociano le braccia gli addetti dell'Anas e i casellanti delle autostrade. Bloccate perfino le pratiche automobilistiche, i soccorsi stradali, le merci su gomma e gli autonoleggi. Anche i funerali rischiano il rinvio. Al centro dello sciopero generale del comparto - al quale hanno aderito le segreterie sindacali abruzzesi del trasporto pubblico -, ci sono le disastrose condizioni del trasporto locale su rotaia, i tagli della Finanziaria alle risorse per il settore, i nodi irrisolti nel trasporto marittimo e su gomma. I sindacati - Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti - chiedono al governo una politica di programmazione in grado di cambiare uno stato di cose insostenibile, che fa sentire i suoi effetti negativi sulla qualità dei servizi, sulla sostenibilità dell'intero sistema della mobilità di persone e merci e sulle condizioni di centinaia di migliaia di lavoratori, e di aprire un confronto a tutto campo. Oggi, dalle 9 alle 17 stop ai treni, fermi per otto ore anche autobus, tram, metro, e ferrovie. Gli aerei rimangono a terra per quattro ore, dalle 11 alle 15, la partenza delle navi viene ritardata di 24 ore e anche nei porti i lavoratori incroceranno le braccia due ore per ogni turno di lavoro. Gli autobus della Gtm si fermano a partire dal pomeriggio, dalle 16 a mezzanotte. Il servizio viene coperto solo in alcune ore mentre vengono garantiti i servizi interregionali (Pescara-Roma, L'Aquila-Roma ecc..). Lo sciopero della categoria rappresenta il malessere di chi ogni giorno nonostante numerose difficoltà garantisce la mobilità di cittadini, studenti, pendolari e lavoratori. Una mobilità ancora scadente per via di infrastrutture obsolete. È il caso del collegamento ferroviario Pescara-Roma dove i tempi di percorrenza - quattro ore di viaggio - sono ormai inaccettabili. Di qui la proposta della Filt-Cgil: «Bisogna puntare sull'intermodalità - spiega Franco Rolandi -. Il sindacato ha proposto alla Regione di far arrivare i pendolari abruzzesi in autobus fino a Lunghezza e per evitare le lunghe attese sul raccordo, scendere alla stazione di scambio alle porte di Roma per usufruire di un treno-navetta che li conduca in centro. Ma tutto è rimasto al palo». A Teramo poi si lavora per arretrare la linea ferroviaria mentre i sindacati avevano chiesto un prolungamento del servizio fino all'Università. Per non parlare del collegamento tra il capoluogo e la città adriatica. «Per recarsi da L'Aquila a Pescara è più conveniente passare per Teramo, perché ci sono meno chilometri da percorrere - dice ancora Rolandi -. Il che la dice lunga sullo stato delle nostre infrastrutture. Ma i problemi più grandi - aggiunge - sono all'interno delle città dove c'è una mobilità troppo caotica e dove il trasporto pubblico non è competitivo. Le responsabilità non sono solo della Regione, ma anche dei Comuni e delle Province. Un ritardo che paghiamo rispetto ad altre realtà regionali. Per questo - conclude - bisogna trovare soluzioni adeguate alle situazioni di crisi che stanno degenerando e che interessano i settori cruciali per la mobilità delle persone e delle merci in Abruzzo».
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