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Data: 03/12/2007
Testata giornalistica: TP
Abruzzo, verso la fusione di tre società. Un'azienda unica per rilanciare il Tpl

Si volta pagina in Abruzzo con l'azienda unica del trasporto pubblico? C'è già chi scommette sul nuovo soggetto societario che dovrebbe nascere dalla fusione tra le tre società del TPL controllate dalla Regione, Arpa spa, autolinee regionali pubbliche abruzzesi, GTM spa, Gestione trasporti metropolitani di Pescara, Ferrovie Adriatico Sangritana spa di Lanciano, Chieti. Il progetto di holding, che fino a qualche mese fa rappresentava una sorta di oggetto misterioso di cui si parlava solo fra addetti ai lavori, cioè l'alta direzione ed il management della Regione e delle aziende interessate, oggi tiene banco nelle cronache della stampa locale, divenendo uno dei temi forti della discussione politica in Abruzzo, che impegna ed appassiona politici, operatori economici, e naturalmente i lavoratori ed i sindacati di categoria. La società unica del trasporto pubblico locale sarà un evento non di poco conto, visto che coinvolgerà una realtà di oltre 2 mila lavoratori, che oggi sono impegnati nella produzione di servizi che superano complessivamente 30 milioni di chilometri annui, utilizzando più di mille autobus, con un fatturato di cento 100 milioni di euro. In una regione come Abruzzo, snodo importante tra il centro ed il sud d'Italia, ponte per gli scambi commerciali con l'est europeo, i trasporti rappresentano una questione dirimente e cruciale per lo sviluppo del territorio: pertanto, l'idea della società unica del TPL viene accolta con favore da tutti perché può rappresentare una valida risposta alla necessità di razionaliz-zare la spesa del settore, recuperando cosi risorse pubbliche preziose da destinare al miglioramento della qualità dei servizi pubblici. Con l'azienda unica del trasporto l'assessore regionale al ramo Tommaso Ginoble ha indicato in maniera esplicita gli obiettivi da raggiungere nel breve periodo: eliminazione dei doppioni di strutture societarie, consigli di amministrazione e vertici so-cietari, diversificazione di alcuni servizi spesso sovrapposti tra di loro, realizzazione in prima battuta di sinergie tra aziende. Una vera e propria rivoluzione a cui Ginoble sta lavorando alacremente, in linea con la politica della Giunta regionale tesa a ridurre i costi della politica ed alla riforma degli enti e delle società controllati dall'ente.
I tempi per dare inizio alle operazioni di fusione tra le tre aziende si annunciano ravvicinati: stando alle dichiarazioni di Ginoble, il 2007 sarà l'anno della svolta, forze politiche, sindacati ed associazioni dei consumatori saranno informati a breve sulle linee programmatiche della riforma societaria e sul relativo cronoprogramma.
II progetto piace anche ai sindacati, che spingono per accelerare l'iter della fusione; le organizzazioni dei lavoratori in più di un'occasione hanno rimarcato la necessità di recuperare risorse per il settore da impiegare nel miglioramento complessivo dell'offerta dei servizi, soprattutto nelle zone interne d'Abruzzo, in quella parte montuosa molto estesa di territorio regionale dove un servizio di trasporto di persone che risulti carente nei collegamenti tra i piccoli centri e le città abruzzesi può rappresentare la spinta decisiva per il loro definitivo spopolamento. In verità, i sindacati pongono l'accento anche sulF argomento sprechi, sottolineando che un'unica società del TPL eliminerebbe costi rilevanti che pesano sulle casse pubbliche per tenere in vita i consigli di amministrazione sia delle società interessate alla fusione sia quelli delle controllate da Arpa, passate qualche anno fa dalla gestione dei concessionari privati a quella pubblica di Arpa che le ha rilevate. Insomma, argomenti e consenso a favore dell'operazione holding dei trasporti sembra proprio non manchino.
Il riassetto societario, che impegna le tre aziende del Tpl a capitale interamente regionale, una realtà difficilmente riscontrabile in altre regioni italiane, presenta parecchi punti di forza anche dal punto di vista strettamente economico-aziendale: la fusione, infatti, porterebbe ad un consistente potenziamento del patrimonio aziendale, con innegabili vantaggi per il/i nuovo/i soggetto/i in termini di investimenti, di rapporti con il mercato finanziario, di miglioramento delle economie di scala, di rafforzamento della presenza delle aziende locali in Abruzzo in occasione delle gare per l'affidamento dei servizi di TPL.
Un'unica società pubblica semplifica sicuramente strategie ed alleanze da mettere in campo sia con soggetti privati, che pure ci sono nel settore del trasporto su gomma, sia con Trenitalia per quel che riguarda una futura gara per l'affidamento del trasporto ferroviario. Stando alle indicazioni del Piano integrato dei trasporti commissionato dalla Regione, in Abruzzo lo scenario delle gare potrebbe prevedere quattro lotti, uno per provincia: i bacini di traffico dell'Aquila e di Teramo dove Arpa produce quasi l'80% delle percorrenze chilometri-che; quello di Pescara in cui le autolinee regionali e la GTM di Pescara gestiscono l'intera rete dei servizi di TPL; infine il bacino di Chieti dove Arpa e Ferrovie adriatico sangritana insieme, pur rappresentando il vettore maggioritario in termini di percorrenza chilometrica, potrebbero dare vita ad alleanze con alcune società private con cui già gestiscono servizi in pool per Roma e per Napoli. Il percorso sembrerebbe estremamente semplificato, ed il Presidente della Giunta Ottaviano Del Turco, nel presentare le linee guida per la riforma degli enti regionali ha dichiarato di non aver riscontrato alcuna opposizione nella maggioranza della sua coalizione, tanto meno velate rimostranze da parte dei partiti. Tanto è vero che il Governatore d'Abruzzo si è spinto anche oltre, entrando nei dettagli della operazione, ed indicando persino le caratteristiche ed il curriculum professionale di chi dovrà essere a capo della futura holding dei trasporti in Abruzzo: sarà un direttore generale con un'esperienza professionale in analoga posizione di almeno cinque anni, nominato dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore regionale ai trasporti, rappresenterà legalmente la società per la quale potrà emanare atti di governo. I componenti del Consiglio di amministrazione della holding saranno al massimo cinque. Le uniche questioni aperte sono quelle riguardanti il mantenimento dei livelli occupazionali, che spesso le operazioni di fusione non riescono a garantire a pieno, e l'omogeneizzazione di trattamenti contrattuali aziendali differenti che oggi esistono all'interno delle tre società pubbliche. Per quel che riguarda il primo problema non dovrebbero esserci sorprese, considerando lo spirito della riforma finalizzata a migliorare i servizi: al taglio di servizi in sovrapposizione, infatti, dovrebbe corrispondere un aumento della produzione di servizi in zone dove la domanda non è stata fino ad oggi soddisfatta. Oltre al miglioramento qualitativo ed al potenziamento dei servizi che rimarranno. Per la seconda questione la trattativa impegnerà non poco le parti sociali ed i vertici della Regione Abruzzo, che dovranno vedersela anche con il problema della contribuzione statale di cui beneficiano le aziende GTM e Ferrovie adriatico sangritana, già Gestioni governative, prima del passaggio sotto la giurisdizione regionale.

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