ATRI. La domenica e nei giorni festivi, neppure un autobus dell'Arpa transita per le strade del comprensorio di Atri.
La città ducale, infatti, pur essendo un'importante meta turistica e sede di un gettonatissimo ospedale e di corsi universitari frequentati da tanti studenti fuori sede, non è servita dai mezzi pubblici dell'Arpa nei festivi. Eppure, in centri assai più piccoli e meno importanti, come Caprara d'Abruzzo (frazione di Spoltore), Moscufo, Pianella e di versi altri, i bus pubblici passano anche di domenica e nei festivi, come del resto accade in centri paragonabili ad Atri per numero di abitanti come Pineto, Silvi e Città Sant'Angelo.
L'annoso problema, che gli amministratori locali non sono mai riusciti a risolvere, torna ad essere denunciato in questi giorni in una lettera che alcuni cittadini hanno scritto al commissario prefettizio del Comune di Atri, Eugenio Matronola, all'assessore regionale ai trasporti, Tommaso Ginoble, ed alla direzione regionale dell'Arpa, che ha sede a Chieti.
«La nostra città, che viene additata dai politici locali come quella dei servizi», si legge nella lettera, «avrebbe bisogno del trasporto pubblico anche nei giorni festivi, come hanno peraltro città molto meno importanti. I bus nei festivi consentirebbero ai tanti studenti della locale università di spostarsi in altre città e a coloro che hanno parenti ed amici ricoverati in ospedale o sepolti nel camposanto di raggiungere Atri».
Nella stessa lettera, i cittadini chiedono che Atri venga inserita tra i Comuni dell'area metropolitana pescarese che godono dei benefici del biglietto unico a tariffa oraria urbana (90 centesimi per 90 minuti) per spostarsi in tutta l'area tra Pescara e Chieti. Ciò consentirebbe ai pendolari di Atri di risparmiare non poco, visto che oggi pagano 1,50 euro per andare o venire da Pineto o Silvi e 2,30 per andare o venire da Pescara.