ROMA. Il caro-petrolio fa lievitare le bollette di luce e gas. Secondo le previsioni di Nomisma Energia, tra gennaio e marzo l'elettricità aumenterà del 2,5 per cento, il metano del 4,6. Ventiquattro ore dopo l'arrivo dei nuovi dati Istat sull'inflazione (più 2,4 per cento, il livello massimo dal 2004), giunge quindi un'altra pessima notizia per le famiglie italiane. Che, per queste spese, nel 2008 rischiano di sborsare 56 euro in più rispetto all'anno in corso: rispettivamente 11 euro per la corrente elettrica e 45 euro per il gas. Se queste cifre troveranno conferma nell'aggiornamento trimestrale che l'Autorità per l'energia divulgherà nelle prossime settimane, l'aumento, dalla fine del 2004, potrebbe arrivare a sfiorare i 300 euro.
In attesa che l'Autority ne certifichi la validità, queste previsioni sono confortate da un'altra stima. Quella del Rie, che parla di un rincaro del 2% per la luce e del 4,7 per il gas a partire da gennaio.
«A pesare - spiega Davide Tabarelli, esperto tariffario di Nomisma Energia - è l'andamento del petrolio negli ultimi mesi: il barile si è mantenuto sempre sopra quota 80-90 dollari, registrando fiammate a un soffio dai 100 dollari».
Si tratta quindi di un nuovo segnale di allarme sul fronte del caro-greggio, anche considerata la dipendenza dell'Italia dall'oscillazione del prezzo degli idrocarburi: oltre l'80 per cento del fabbisogno energetico italiano viene infatti soddisfatto attraverso l'impiego di gas e petrolio.
Questi ulteriori aumenti, che si aggiungerebbero a quello di 30 euro scattato appena due mesi fa, avrebbero potuto essere ancora maggiori senza il rafforzamento dell'euro sul dollaro, valuta di riferimento nella compravendita del petrolio.
Purtroppo le disgrazie non arrivano mai da sole. Così è realistico aspettarsi che questi aumenti ne provocheranno a cascata degli altri, con un ulteriore incremento di tutti i prezzi e la conseguente perdita di valore dei salari degli italiani.
A vedere più nero di tutti sono i consumatori. Secondo Adusbef, i rincari di luce e gas nel 2008 saranno il doppio di quelli previsti dal Rie: 15-18 euro per l'elettricità e ben 70-80 euro per il gas. Benzina e gasolio costeranno agli italiani 120-130 euro in più all'anno, i generi alimentari peseranno per altri 400-440 euro. Seguono mutui, servizi bancari e assicurazioni.
A conti fatti, sempre secondo Adusbef, ogni famiglia italiana l'anno prossimo spenderà in media tra i 900 e i 1000 euro in più.
Se questa è la situazione, c'è però chi invita a non abbandonarsi al pessimismo. Lo fa ad esempio il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che dice: «Il surriscaldamento dell'inflazione non deve generare allarmismi, ma il problema è che questo rialzo si combina con una fase di crescita economica che in Italia è molto inferiore a quella degli altri Paesi».
L'aumento dei prezzi crea preoccupazioni e sospetti nel governo e in Parlamento. Il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero appoggia la proposta di un tavolo consumatori-categorie contro il carovita.
Il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, chiede l'intervento dell'Antitrust, «per verificare l'esistenza di cartelli e speculazioni sui prezzi dei beni di prima necessità». Come gli alimentari, la cui corsa sembra inarrestabile.
Secondo i calcoli diffusi ieri dall'Istat, il prezzo del pane in un anno sarebbe volato in alto del 12,4 per cento. Viene poi la pasta (+7,7%), il latte (+6,4), la frutta (+4,7) e la carne (+3,4).
Questo scenario a tinte fosche pesa di più con l'approssimarsi del Natale, tempo tradizionalmente vocato agli acquisti e ai cenoni. Molte famiglie, alle prese con le maggiori spese, dovranno stringere la cinghia anche a tavola, rinunciando prima di tutto agli "extra".
Coldiretti, per esempio, mette in guardia dalla frutta fuori stagione, che ha ormai raggiunto prezzi stellari: le ciliegie orbitano stabilmente attorno alle 30 euro al chilo.