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Data: 02/12/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Dialogo coi sindacati. Montezemolo: sì alla riforma dei contratti E attacca il Cavaliere: usa auto straniere

ROMA. Apertura al dialogo con i sindacati, forte sostegno alle riforme, a partire da quella elettorale e una stoccata a Berlusconi che per la sortita a San Babila una settimana fa ha usato un'auto straniera. Il presidente di Confindustria Montezemolo trova infatti «umiliante che una persona così eminente e così attenta alla gente usi una macchina straniera: è umiliante per la Fiat e per il nostro paese».
Il leader di Confindustria intervenendo a Venezia ha sostenuto che l'Italia ha bisogno di riforme che le consentano di sbloccare uno Stato che è diventato un freno alla crescita. Un'emergenza che oggi, con all'orizzonte se non una crisi almeno un rallentamento dell'economia mondiale, si fa sempre più pressante. Bene dunque il dialogo, nella politica come nelle relazioni industriali, ma a patto che porti a un vero e proprio «choc di modernizzazione del Paese». Per questo gli imprenditori («che non possono continuare a portare da soli il fardello della crescita»), ritengono fondamentali alcune grandi riforme: «Dalla legge elettorale alla forma di governo, da un nuovo bicameralismo a nuovi regolamenti parlamentari». La Costituzione infatti «non deve essere un tabù intoccabile».
Montezemolo ha chiesto ai sindacati, controparte diretta delle imprese, di proseguire nel confronto con obiettivo regole più moderne. Bisogna - dice a Cgil, Cisl e Uil - «uscire da steccati medievali ideologici, dare spazio al merito, proseguire nel dialogo per ammodernare il sistema della contrattazione». Le aziende - ribadisce - «vogliono aumentare gli stipendi reali», vogliono «pagare di più chi vuole lavorare di più e contribuisce al loro successo». Per fare questo, però, pur nel rispetto e nella salvaguardia del contratto nazionale, è necessario «avvicinare la determinazione degli aumenti salariali ai luoghi dove viene prodotta la ricchezza». Ecco allora che «la strada maestra è accrescere la produttività», non solo nelle aziende ma nel Paese.

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