Gli stipendi non arrivano, la Regione blocca i fondi. Dramma per 25 famiglie. Ieri incontro con Venanzi
La svolta positiva sembrava matura appena tre giorni fa: e invece finisce come peggio non poteva la vertenza dei 25 ex lavoratori Oliit assunti dalla società romana Nettel e che avrebbero dovuto essere impiegati in un progetto per la gestione di servizi di telecomunicazione a banda larga: niente stipendi, nessuna prospettiva di tornare al lavoro e, forse, un esposto alla Procura della Repubblica di Chieti, esposto annunciato dai sindacati dopo il colloquio avuto ieri mattina dalla delegazione che ha incontrato il procuratore capo Ermanno Venanzi: ovvero il sindaco Francesco Ricci, il senatore Giovanni Legnini, l'assessore comunale Cristiano D'Intino, il segretario provinciale della Cgil Michele Marchioli e il responsabile della Fiom Marco Ranieri. Il bubbone è esploso dopo che Nettel non ha pagato gli stipendi pur avendo, giusto sabato scorso, annunciato il bonifico. Bonifico del quale i sindacati si erano fatti spedire la documentazione che però non è stata ritenuta attendibile, al punto che i lavoratori non hanno visto un centesimo. Dal canto suo la Regione, dopo aver fermato i corsi di riqualificazione, ha bloccato la prima fetta, pari al 30%, dei 400 mila euro destinati a Nettel proprio per pagare i corsi. Marchioli e Ranieri durante una conferenza stampa hanno preannunciato che il sindacato intraprenderà contro Nettel tutte le possibili azioni legali, a cominciare dalle ingiunzioni per il pagamento dei due stipendi arretrati. Dice Ricci: «Sono amareggiato perchè sono stati presi in giro padri e madri di famiglia che con lo stipendio ci vivono: abbiamo chiesto ad una banca locale, facendone garante il Comune, di anticipare le somme dovute dall'Inps ai lavoratori. Nel frattempo abbiamo individuato un paio di soluzioni: c'è un'azienda che vuol assumere una quarantina di persone a tempo indeterminato e un'altra pronta ad entrare nel Consorzio che ne può assumere dieci». Duro il giuidizio di Legnini: «Qui non c'è posto per gli avventurieri: noi stiamo dalla parte del sindacato e dei lavoratori e per fortuna questo signore non si porta via neanche un euro. In prospettiva dobbiamo definire il Consorzio per il rilancio del polo elettronico. Ricordo poi che grazie alla Finanziaria c'è un credito di imposta di 333 euro al mese per tre anni per gli uomini e di 416 per le donne a favore delle aziende che assumono. E questo - conclude Legnini - sarà uno strumento formidabile». Alleanza Nazionale esprime solidarietà e massima vicinanza ai lavoratori ma con il capogruppo alla Provincia Febbo parla di fallimento del centrosinistra dal Comune al Governo e sottolinea che «all'inizio sulla vertenza Oliit si preferì speculare e fare strumentalizzazioni: basti ricordare - dice - la presenza (casuale?) dei senatori Tommaso Coletti e Giovanni Legnini davanti alla fabbrica nei giorni in cui, c'erano le elezioni provinciali, i lavoratori protestavano sul tetto dello stabilimento. Da allora nessun progetto concreto è stato avviato salvo gridare al successo quando si è aperto il capitolo Nettel, accolto con eccesso di entusiasmo e faciloneria dagli stessi attori politici di allora. E oggi vediamo come è andata a finire».