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Data: 03/12/2007
Testata giornalistica: Ansa
Sciopero trasporti: sindacati, manca politica del governo

''Una giornata nera, una risposta all'inadeguatezza del Governo rispetto a una politica generale dei trasporti che manca nel nostro Paese''. Cosi' Mauro Rossi, segretario nazionale della Filt-Cgil, in merito allo stop di venerd́ di tutto il comparto. Rossi non ha lesinato critiche: '''Colpevole l'attuale Governo e quelli che l'hanno preceduto, l'intero settore dei trasporti soffre di una mancata programmazione e questo sta facendo soffrire le imprese e i lavoratori. Da parte nostra c'e' stata tutta la determinatezza di trovare un momento di confronto con il Governo, ma ci e' stato negato. La conseguenza e' che i trasporti sono marginali e la qualita' del servizio offerto all'utenza assolutamente scadente''. Quanto alle adesioni, il segretario nazionale Filt-Cgil sottolinea che ''sono state massicce". Comunque, il servizio minimo garantito e la diffusione in anticipo dello sciopero credo che abbia reso sopportabili i disagi per l'utenza''. Per Stefano Menichetti, della segreteria di base Ugl, ''l'alta adesione conferma che ormai da parte di tutti i dipendenti del settore del trasporto aereo esiste una seria preoccupazione, perche' non si vedono segnali di apertura da parte del Governo''. ''I motivi della protesta sono tanti - ha aggiunto Giovanni Carelli, del dipartimento provinciale dell'Ugl - per fare solo un esempio, il Governo non vuole stanziare fondi per i lavori usuranti nel settore del trasporto aereo''. Ma i sindacati di base non sono d'accordo ne' sullo sciopero ne' sulle sue motivazioni. Fabio Frati, della segreteria nazionale CUB Trasporti, sottolinea che il personale precario di Alitalia Airport, (''tra il 50 e l'80 per cento del totale, una vergogna, oltre ogni limite contrattuale di legge e di dignita'''), non aderisce all'agitazione ''perche' i sindacati stanno di fatto proponendo ulteriori contratti a termine e di apprendistato. Per tale motivo ''anziche' scioperare, andiamo a manifestare davanti a Montecitorio, al di fuori dell'orario di lavoro e con permessi personali, per consegnare alla Presidenza del Consiglio le firme raccolte con cui diffidare Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sdl dallo stipulare accordi contro la volonta' e gli interessi dei lavoratori''.

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