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Pescara, 09/05/2026
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Data: 01/06/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Abruzzo: una mini stangata per i debiti della sanità. Per risanare i bilanci delle Asl si profila un'addizionale su Irpef e Irap

PESCARA. Per tentare di avere una sanità più efficente, che garantisca tutti ma, soprattutto, per ripianare i debiti occumulati si annuncia la mini stangata per le famiglie e le imprese abruzzesi. La vertiginosa crescita della spesa sanitaria, frenata solo dalle cartolarizzazioni e quindi dalla dilazione dei debiti, sta per far sentire i suoi effetti sulle tasche dei cittadini abruzzesi.
Il ministero del Tesoro è in procinto di inviare alla giunta regionale un avviso con cui farà scattare automaticamente l'aumento delle aliquote di Irpef e Irap, le imposte sulle persone fisiche e sulle attività produttive.
Alla base dell'aumento imposto da Roma c'è il mancato controllo della spesa, con un deficit certificato dal governo nazionale di circa 197 milioni di euro per il solo 2005. Una dato che viene considerato con un certo ottimismo perchè il rischio di sforare questa previsione è alto (vedi tabella con le previsioni di spesa delle Asl per il periodo 2006).
«Ma il dato finale sarà molto più consistente», prevede Angelo Orlando, esponente di Rifondazione comunista e presidente della commissione bilancio del Consiglio regionale, «perché a questa somma mancano le risorse che la Regione dovrà tirare fuori per il rinnovo dei contratti di lavoro del personale. Secondo un calcolo prudente, non se la caverà con meno di 200 milioni di euro».
Il buco per un solo anno insomma secondo Orlando potrebbe arrivare a quota 400 milioni di euro, uno dei risultati più allarmanti in tutta Italia.
L'Abruzzo è inoltre fra le quattro amministrazioni regionali che non hanno finora presentato un piano di ammortamento della massa debitoria, in compagnia di Lazio, Liguria e Molise. Dunque presto gli abruzzesi potrebbero ritrovarsi a pagare un'addizionale Irpef dell'1,4 per cento (oggi è dello 0,9) e del 5,25 per cento sull'Irap, un punto in più rispetto ad oggi.
Per una famiglia che guadagna tremila euro al mese, il conto finale sarà di circa 180 euro in un anno.
«Esborsi aggiuntivi che colpirebbero indistintamente tutti i redditi, senza una giusta distinzione fra i lavoratori dipendenti e le piccole imprese da un lato e i grandi redditi dall'altro», sottolinea Orlando.
E gli interventi del governo regionale sarebbero ormai in ritardo, avverte con pessimismo Orlando: «Qualunque azione nella direzione di un miglioramento non potrà che avere effetto dal 2007, senza dimenticare che questo aumento delle aliquote doveva scattare già da quest'anno, ma il governo Berlusconi lo ha sospeso probabilmente per motivi elettorali».
Ma Orlando rilancia l'allarme anche sullo stato dei conti del sistema sanitario regionale anche per il 2006: «La Fira prevede che nel corso dell'anno lo sforamento potrà raggiungere i 264 milioni di euro».
Una situazione estremamente complessa insomma, che si alimenta di un indebitamento ormai strutturale al quale il ministro dell'economia Tommaso Padoa Schioppa non vuole concedere moratorie. I tentativi di risanare i conti della sanità iniziano da lontano, ricorda ancora Orlando, che cita l'istituzione dell'ufficio centrale degli acquisti voluto dall'allora assessore regionale Vito Domenici, «con l'obiettivo di tenere sotto controllo la spesa ed evitare la discrezionalità negli appalti delle Asl».
Al centro di questo sistema di razionalizzazione c'era proprio la Fira, la società finanziaria della Regione, che ad hoc aveva anche istituito una seconda società, la Fira Servizi, con lo scopo proprio di sostenere il risanamento dei conti del sistema sanitario.
Ora questa prima fase si potrebbe chiudere con l'intervento del governo centrale e l'aumento delle imposte a tutti i cittadini. «Si poteva agire prima e molto meglio», fa presente Orlando, «adesso bisognerà lavorare sodo. Denunciamo questo stato di cose da anni ed oggi arriva questa sorta di commissariamento da parte del governo nazionale che comunica agli abruzzesi di non essere in grado di autoregolarsi».

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