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Pescara, 09/05/2026
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Data: 03/12/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Pescara-Sulmona, cancellati due treni. Scatta la mobilitazione sindacale in difesa di utenti e posti di lavoro

SULMONA. Vietato viaggiare all'alba e poco dopo il tramonto sulla linea ferroviaria che collega Sulmona con Pescara. Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil-trasporti scendono decisamente in pista per reclamare il ripristino delle corse, salvando così posti di lavoro e servizi per gli utenti. Con il nuovo orario, infatti, il servizio sarà ridimensionato: la mannaia delle ferrovie si abbatterà sul primo treno (alle 5) da Sulmona a Pescara e sull'ultimo di ritorno, alle 21.50, sulla direttrice Centro Abruzzo. Un colpo da evitare per i sindacati. Con la scomparsa dei due treni andranno in fumo anche circa 15 posti di lavoro.
La forbice delle ferrovie taglierà posti del personale di macchina, viaggiante e tecnici dell'officina. Operazione che le due società del trasporto pubblico, Rfi e Trenitalia, che gestiscono rispettivamente le infrastrutture e i materiali, si rimpallano mentre la mannaia sta per abbattersi sugli altri due treni che collegano mare e montagna. I sindacati, quindi, hanno girato a Rfi (Rete ferroviaria italiana) una richiesta ufficiale per il ripristino delle corse, poiché «la linea è automatizzata e quindi il taglio dei treni non influisce sui disegni di chiusura notturna per risparmiare sui dipendenti». Alla base della richiesta sindacale, in attesa di risposta, comunque, c'è la necessità di non penalizzare ulteriormente un'area che vive già una situazione di crisi molto pesante sul versante occupazionale.
Novità negative che scatteranno con l'entrata in vigore del nuovo orario, il 9 dicembre, ormai alle porte. Ma le brutte notizie, si sa, non viaggiano mai da sole. Il cambio orario, infatti, porterà anche a un allungamento delle percorrenze di oltre dieci minuti per coprire le distanze tra Sulmona e Pescara a causa dell'allungamento delle fermate nelle stazioni.
«La linea adottata dall'azienda con il nuovo orario», afferma Gaetano Iacobucci, segretario provinciale della Filt-Cgil, «rischia di dare il colpo finale alla ferrovia Sulmona-Pescara, dove sarà impossibile viaggiare alle prime ore dell'alba o alla sera per il rientro a casa. Con il nuovo sistema poi che deve prendre le coincidenze per andare al lavoro al nord o tornare per qualche giorno viene inevitabilimente tagliato fuori. La cancellazione dei due treni, con l'allungamento delle percorrenze, va nella direzione opposta alle speranze dei pendolari del centro Abruzzo. E, come se non bastasse, il disegno cancellerà in un sol colpo una quindicina di posti di lavoro in un territorio segnato pesantmente dalla crisi». Sembra quasi una beffa se si ripensa alla metropolitana leggera nei piani dei politici per avvicinare l'Abruzzo interno con l'area costiera dando impulsi alla mobilità e allo sviluppo delle due aree, soprattutto quella montana più debole.
La metro leggera, infatti, è rimasta al palo, mentre il numero dei treni che collega le due realtà continua ad assottigliarsi.

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