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Pescara, 09/05/2026
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04/12/2007
Il Messaggero
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Politici e figli, la casta assume se stessa. Tra i dipendenti del Comune tanti cognomi noti del palazzo, la Cdl accusa |
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Lo scontro sull'assestamento di bilancio è acqua fresca. Adesso che sta per esplodere "Parentopoli" sulle assunzioni a palazzo di città, il centrosinistra dovrà affrontare più di qualche imbarazzo. I casi non mancano e su questi è pronta a tuffarsi la Cdl: ricorrono cognomi familiari, anzi famigliari con la g perché gli assunti sono parenti stretti di amministratori o dipendenti. Casi che fanno discutere in una fase storica in cui l'Italia denuncia la casta dei politici e disquisisce sull'etica di aiutini, segnalazioni o raccomandazioni. Hanno trovato recente impiego al Comune figlia e genero di un dirigente. Roberta Ricci, vincitrice di concorso, è entrata attingendo a una graduatoria dell'ex amministrazione Pace che l'aveva lasciata appena fuori della porta. «E' la figlia di Ermanno, consigliere Udeur, ex Forza Italia e a quanto pare in procinto di passare al Pd» sussurravano consiglieri forzisti. Anche Roberta Di Marco, figlia di Michele - consigliere eletto nella Lista Teodoro e oggi socialista - ha avuto un incarico temporaneo nei lavori pubblici, settore nel quale il papà è presidente di commissione. Alessandro Di Bartolomeo - talentuoso figlio di quell'Agostino già assessore in quota An, passato a Forza Italia e poi alla Margherita - è stato funzionario a tempo determinato per i mercati all'ufficio commercio. Nel frattempo Di Bartolomeo jr è diventato consigliere provinciale della Margherita, partito da cui s'è dissociato. In questo frangente per lui è arrivato un altro incarico, cosiddetto a progetto, stavolta ad Attiva. Ha lavorato per il Comune con un contratto a tempo determinato Maja Sprecacenere, settore verde e parchi. E' la figlia del consigliere dello Sdi, Carlo. Situazioni che i genitori difendono, «mia figlia è bravissima, è laureata con 110 e lode, merita questo ed altro» è il pensiero di Ermanno Ricci, come degli altri. Sacrosanto. Ribaltando il discorso, si può discutere sul perché giovani tanto preparati debbano essere penalizzati per il cognome che portano o debbano comunque cercare una spintarella nonostante meriti e capacità. Giustificazioni che non smorzano le critiche del centrodestra, alimentate dopo le ultime scelte per le stabilizzazioni. «Che siano consulenze o contratti di formazione, sono posti di lavoro e dunque spese che pesano in modo insostenibile sulle casse cittadine: con la privatizzazione di servizi c'era da aspettarsi una diminuzione di incarichi» ha dichiarato Carlo Masci, Udc. In sintonia Lorenzo Sospiri, An, che già ad agosto fece distribuire un pieghevole su presunti "sprechi e sperperi" dell'amministrazione cittadina. Carlo Masci s'è fatto consegnare giusto ieri altre determine: «Ci sono 44 borse di studio senza nomi e centinaia di incarichi. Aspetto le carte su Co.co.co. e consulenze» ha detto. E in queste liste si notano i nomi di Gianluca Coletti, figlio del presidente della Provincia di Chieti; di Fabio Zuccarini, commercialista ex candidato alle ultime elezioni con la Margherita, solo per citarne due. «Nutrito il drappello di dipendenti da Lettomanoppello» è l'ultimo colpo del Polo. La difesa degli uffici non s'è fatta attendere: «In generale, si tratta di assunzioni a vario titolo che hanno consentito di colmare tanti posti lasciati vuoti da colleghi andati in pensione. Ce n'era grande bisogno, dal momento che con D'Alfonso qui in Comune l'attività degli uffici s'è moltiplicata: a differenza della precedente amministrazione, sonnacchiosa, la mole di lavoro è oggi notevolissima e servono forze fresche» è la versione ufficiale del settore Personale. Non manca però qualche voce fuori dal coro: «Tante assunzioni, troppe, cose così non s'erano mai viste». C'è anche chi fa il politico e il dipendente: An ha contestato, definendola incompatibile, l'assegnazione all'ufficio legale del Comune di Gaetano Puglielli, che è avvocato ma è anche consigliere alla Circoscrizione 2. Uno sguardo alla Provincia, infine: l'assessore Toni Castricone e il consigliere Piernicola Teodoro (terzo teddiboy) sono dipendenti Aca: il primo è però in aspettativa e non percepisce stipendio, il secondo timbra il cartellino ogni giorno. «Ero già assunto alla "Risorse idriche", società assorbita dall'Aca: nessun aiutino, io lavoro sodo» precisa Teodoro.
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