ROMA - Autostrade "apre" sulla convenzione finita nel mirino del Tesoro e del Nars, l'organo tecnico del Cipe. Lo fa proprio il presidente di Atlantia, Gianmaria Gros-Pietro, che controlla la concessionaria e che al Messaggero dice: «il ministro Di Pietro, con cui abbiamo lavorato in questo periodo e con cui siamo in sintonia, ha detto di condividere alcune osservazioni tecniche, noi siamo disponibili a discutere, a migliorare la convenzione. Di certo ci deve essere un punto fermo. Non c'è spazio per revisioni discrezionali. La tariffa pari al 70% dell'inflazione è un punto di equilibrio, che prevede uno sconto del 30% rispetto al tasso d'inflazione totale. Un meccanismo perfettamente in linea con quanto accade in tutta Europa e che dà garanzie al mercato». Se il sistema tariffario è considerato intangibile, sul fronte dei controlli si può lavorare. «Posso dire - spiega ancora Gros-Pietro - che siano favorevoli alle verifiche, ma il contratto non si deve toccare. Siamo anche disponibili a prevedere un legame più stretto tra tariffe e investimenti».
Insomma, c'è disponibilità a venire incontro alle richieste del Nars. «Ma non possiamo accettare che le regole cambino ogni 5 anni o che si modifichino i contratti del passato. Siamo anche d'accordo - conclude Gros-Pietro - nel creare un fondo dove mettere a disposizione del ministero risorse aggiuntive se si sfora un determinato tetto».
Come noto, gli uomini di Padoa-Schioppa e i tecnici del Cipe contestano sopratutto il sistema tariffario della convenzione che assicura per 31 anni un aumento costante dei pedaggi senza possibilità di controllo del regolatore. Nel mirino gli incrementi automatici senza la verifica periodica tra costi e ricavi, la mancanza di un legame sostanziale tra tariffe e investimenti già programmati ma non effettuati, la durata troppo lunga. Accuse che Autostrade-Atlantia rimanda al mittente, assicurando che il meccanismo è lo stesso applicato in Francia. Nessuno scandalo quindi. Si ammette comunque che c'è una stratificazione normativa (articolo 12 della Finanziaria, delibera del Cipe ed ora la convenzione siglata ad ottobre) che rendono la materia magmatica, incandescente. Ma questo, ovviamente, non è un problema loro ma del governo, del Cipe. Poi la tesi che, secondo la società dei Benetton, dovrebbe fugare tutti i dubbi: con il nuovo sistema le tariffe caleranno di circa l'1% ogni anno fino al 2012. Perchè dunque stracciarsi le vesti? Di Pietro da Bruxelles getta acqua sul fuoco: «la questione va risolta nel rispetto dei diritti acquisiti dal concessionario, ma senza passi indietro nei diritti acquisiti dal concedente». Che tradotto vuol dire: sediamoci ad un tavolo e troviamo una mediazione, recependo le osservazioni del Nars per quanto possibile. Come e in che direzione è tutto da scoprire.