PESCARA. Era aprile 2007 quando PrimaDaNoi.it pubblicò la prima denuncia: degli studenti di Vasto reclamavano un rimborso di 1500 euro dopo aver seguito un corso di formazione dello Ial Cisl. Da quella protesta si scoprì poi la grossa voragine nelle casse dell'ente e un buco di 12 milioni di euro.
Anzi no, in realtà mancherebbero all'appello 35 milioni di euro, ammise qualcuno qualche settimana dopo. Ma le notizie non filtrano,si alza una cortina di omertà:i responsabili si negano al telefono, fanno melina, biascicano locuzioni vane.
Soldi spariti nel nulla, sembrerebbe, mai serviti a rimborsare studenti o professori che intanto continuavano a protestare tra la massima distrazione di organi di stampa e procure.
Ieri anche il Tg3 regionale se n'è occupato, (nella rubrica "Ditelo al Tg3") raccogliendo la testimonianza di Manuela, 25 anni, una laurea in scienze della Comunicazione e 900 euro mai ricevuti dallo Ial Cisl. Raccogliendo la sua storia il telegiornale è approdato poi alla sede dell'ente di via Aterno e ha incontrato il commissario inviato da Roma Pietro Evangelista che ha raccontato: «la situazione contabile dell'ente è particolare» ammettendo «debiti di entità rilevante».
Ma non dice quanti sono, sebbene ormai il buco sia di dominio pubblico, né dove siano finiti quei soldi.
E poi perché un deficit così esoso?
Di ipotesi in questo periodo di tempo se ne sono fatte tante. Le si ammettono, le si buttano nel piatto, distrattamente, ma nessuno è pronto a dire con certezza come siano stati utilizzati.
Evangelista sostiene anche di non essere in grado di dire se la studentessa avrà quello che le spetta, ma assicura «abbiamo iniziato a pagare».
Dichiarazioni sconcertanti poste questa volta non davanti ai nostri taccuini ma alle telecamere del ben più autorevole tg regionale della Rai.
In ogni caso la solita risposta.
Adesso, dopo 8 mesi dalla prima denuncia, e con il carico da 90 del "giornalismo che conta" ci si domanda come farà a questo punto la magistratura a continuare ad ignorare il caso e ad avviare una indagine per ravvisare se per caso non vi siano rilievi penali.
Non si tratta in fondo di soldi pubblici girati dalla Regione per anni all'ente di formazione della Cisl?
Anche perché era stata la stessa direzione ad assicurare che una volta sistemate le carte si sarebbe rivolta agli inquirenti per denunciare i responsabili.
Ma di questo non abbiamo contezza.
Le ombre però aumentano sempre più e nel frattempo i soldi non sembra siano ricomparsi.
Solo qualche settimana fa la Regione sembrerebbe aver sospeso l'accreditamento dello Ial e dunque parrebbe che una ingente somma, almeno per quest'anno, non possa finire nuovamente nelle casse "bucate" dell'ente.
Chissà quanto ancora dureranno simili distrazioni.