«Raccomandazioni, segnalazioni e roba del genere appartengono purtroppo al vecchio retaggio di questo paese e di questa regione. Un atto discriminatorio nei confronti di chi non ha santi in paradiso perché si mettono alcuno in difficoltà rispetto ad altri. Una consuetudine che nel tempo è diventata strutturale, per come s'è modificato il sistema delle assunzioni e per come è cambiato il modo di fare politica».
Sono parole di condanna tout court quelle che il segretario provinciale della Cgil Paolo Castellucci esprime nel commentare la "Parentopoli" al Comune di Pescara. Quanto sta emergendo in questi giorni sulle pagine de Il Messaggero riguardo ai parenti di consiglieri assunti in Comune è talmente conclamato al punto che la sorpresa per il clamore ha superato l'indignazione. E Castellucci ne spiega la ragione sottolineando le storture figlie del nuovo sistema elettorale: le quali, in buona sostanza, consentono al politico e alla politica di assolvere alle funzioni dell'ufficio di collocamento. Di fatto ad oggi non c'è assunzione nella cosa pubblica che non sia discussa, decisa e avallata nelle stanze della politica: ed è questo il quadro più allarmante che emerge dall'inchiesta.
«La personalizzazione della campagna elettorale, cucita addosso ad una sola persona e ad un solo volto, fa sì che chiunque voglia prendere voti apra comitati elettorali personalizzati che non vengono poi chiusi il giorno dopo le elezioni, bensì restano aperti per tutto il mandato dell'eletto - spiega il segretario della Cgil -. Succede così, o almeno è questo il rischio, che la ricerca del consenso alimenta e moltiplica la politica di scambio: in tal modo - aggiunge Castellucci - gli amministratori si creano bacini di elettorato con un uso degenerativo della politica».
L'assunzione con procedure innovative, così l'assessore alle finanze Camillo D'Angelo ha definito gli incarichi e i contratti a chiamata diretta, «ha cancellato il buon ricorso alle graduatorie d'una volta ed accresciuto la discrezionalità nella scelta di cococo, borsisti e precari d'ogni genere» dice ancora l'esponente del sindacato. Precari, vale la pena sottolineare, che in molti casi resteranno necessariamente legati a doppio filo al potente di turno per poter continuare a mangiare.
«Non è solo un problema morale o etico - continua Paolo Castellucci ribaltando un punto di vista -. Chi, pur bravo e laureato a pieni voti, si sente premiato solo perché aiutato dalle giuste conoscenze o perché porta un cognome noto è ugualmente penalizzato perché si vede scaricare addosso colpe non sue, e neppure questo è giusto». Per Castellucci la negazione del merito è perciò duplice. «Non tutti i politici sono uguali, tanti si mettono al servizio della collettività per la tutela dei diritti, non dei privilegi e dei favori».L'impegno del sindacato su questi fronti è costante ed efficace? «E' uno sforzo quotidiano contro certi meccanismi che dovrebbero essere banditi e a sostegno di una politica forte al servizio del sociale, dei progetti locali, regionali e nazionali mirati a favorire e incrementare il dialogo con le imprese per il reinserimento dei più deboli nel mondo del lavoro: precari e disoccupati legittimati a chiedere aiuto se scelte e decisioni vengono prese con trasparenza negli organismi e nelle sedi opportune».
Ma l'imprenditoria guarda poco al sociale e molto più ai numeri: il dipendente è spesse volte considerato un costo piuttosto che una risorsa, lo stesso presidente di Confindustria Montezemolo ha puntato severo il dito contro la piaga degli assenteisti nel settore pubblico. «Anche su questo fronte la nostra battaglia è costante - riprende Paolo Castellucci -. Il malfunzionamento delle aziende pubbliche dipende dal sistema e le responsabilità non possono ricadere sui lavoratori, sei milioni dei quali sono ancora oggi senza contratto. Semmai proprio la nostra imprenditoria ha responsabilità enormi per la fuga di cervelli, visto che non s'investe abbastanza nella ricerca e si tende semmai a sviluppare il precariato, senza nessuna disponibilità a trattare sul welfare, lasciando malpagate figure professionali anche d'alto livello. Il memorandum per la rivalutazione del lavoro pubblico e sul premio alle competenze - conclude Castellucci - è un punto strategico fondamentale oggi della nostra battaglia sindacale».