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Pescara, 09/05/2026
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Data: 06/12/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sul web i nomi degli assunti. Acerbo: «Accordi trasversali»

Gridati o sussurrati, i nomi di parenti di consiglieri e assessori o di politici che sono stati assunti al Comune di Pescara continuano a fioccare. E con la scia dei nomi s'allunga anche quella dei veleni e delle delazioni (puntualmente cestinate). «Certe cose le sapevano tutti, gli assunti così sono tantissimi» è il commento nei corridoi. Strano allora che l'inchiesta abbia avuto l'effetto di un terremoto: forse tutti sapevano dentro ma nessuno doveva sapere fuori; forse perché è normale che sia la politica a controllare incarichi nomine e assunzioni da destra a sinistra.
Il Comune e anche la Provincia hanno intanto varato una opportuna "operazione trasparenza": non perché animati da buone intenzioni, ma perché lo imponeva il decreto Bersani, i due enti hanno pubblicato sui rispettivi siti web l'elenco degli incarichi, con nomi e compensi. Magari non ci sono proprio tutti ma è un buon inizio per fare chiarezza: in quell'elenco figurano Rossella Passeri, figlia di Bruno sindaco di Loreto (ufficio della Presidenza del consiglio comunale) e l'avvocato Antonio Blasioli, apprezzato segretario Ds alla sezione Grimau. L'ingegner Giuliano Rossi, figlio del Lanfranco ex assessore di Penne, è un validissimo collaboratore dell'assessore Mancini per la viabilità. Il giovane Fabrizio Paolini, fresco acquisto dello staff del sindaco, risulta essere giovane segretario della Margherita a Francavilla.
Trasparenza a parte, Alleanza nazionale chiede all'assessore D'Angelo «le copie dei contratti che aspettiamo da tempo» e rileva «le tante chiamate dirette che hanno dato posti di lavoro al Comune nella stragrande maggioranza di casi». Un'ultima stoccata di An è sui 27mila euro spesi per mandare Sms istituzionali «che forse coincidono con la campagna referendaria e le primarie del Partito democratico».
C'è chi ricorda: «Io l'avevo detto», come Maurizio Acerbo: «Mi scuso con i miei amici e parenti se non li ho aiutati a trovare lavoro al Comune - ha commentato -. Se questa brutta storia non è uscita fuori prima è perché ci sono accordi trasversali» ha aggiunto; o come il socialista Tonino Gentile, che, deluso per la mancata promessa firmata da D'Alfonso di intitolare la riviera nord a Craxi, ha rispolverato ieri un volantino dell'aprile scorso in cui chiedeva al sindaco risposte chiare su «assunzioni di figli di consiglieri, di consiglieri trasformisti, di un amministratore di condominio diventato dirigente comunale» e altro ancora rimasto senza risposta. «Per me qui si può configurare il voto di scambio» ha detto.

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