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Data: 07/12/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Comune, il sindacato si tinge di giallo. Sette eletti della Cisl nelle Rsu: le tessere amiche diffuse in tutti gli enti

Se Parentopoli esiste è anche perchè i sindacati della pubblica amministrazione tendono al giallo. Una costante da quando la democrazia bloccata ha scoperto l'alternanza: succede alla Asl dove la valanga di tessere Ugl dell'epoca Cordone, il manager con targa An, cominciano a riposizionarsi sulle sigle confederali; succede al Comune di Montesilvano, dove la svolta a destra ha portato in dote iscritti alla Ugl e alla Uil, ma qui grazie a un cambio di casacca strategico come quello di Francesco Marcucci, il sindacalista preferito da Cordone quando militava sotto la sigla autonoma fase. E succede anche al Comune di Pescara, l'epicentro di Parentopoli con decine di assunti dal cognome noto. Le ultime elezioni per la Rsu, rappresentanza sindacale unitaria, hanno premiato la Cisl, il sindacato bianco molto benvoluto dal sindaco Luciano D'Alfonso, dna democristiano e rapporto di nuovo solidissimo con l'ex leader Franco Marini. E' piaciuta, alla base, l'accoglienza riservata l'estate scorsa da D'Alfonso al segretario generale Raffaele Bonanni, in città per inaugurare la nuova sede Cisl e per una rimpatriata con gli amici abruzzesi a base di brodetto. A premiare la Cisl hanno contribuito anche fattori squisitamente politici, come il timone della città nelle mani del centrosinistra. «Non siamo politicizzati - dice però Ferdinando De Lellis, segretario provinciale della Cisl per il pubblico impiego -. Siamo stati premiati sia per l'impegno in campagna elettorale che per lo scontento, senza dubbio, causato dal comportamento di altri sindacati». Ecco come si spiega il 39,94% raccolto all'ultima tornata per le Rsu pari a 282 voti su 735 votanti ed i sette eletti nel parlamentino dei lavoratori. I magnifici sette sono Patrizia Cicconetti, che da sola ha rastrellato ben 102 preferenze; Gianfranco Casale, Rita D'Agostino, Sergio Soriano; Fabio Zuccarini candidato quattro anni fa proprio con la Margherita e che, dopo un passaggio all'ufficio tributi, oggi si occupa del mercato ittico; Gianfranco Libertini e Claudio Ciampagna. Essere della Cisl, in questo scorcio d'amministrazione, insomma, è trendy e può tornare sempre utile. Del resto per piazzare figli e parenti all'interno della macchina comunale o negli enti collegati bisogna contare anche sulla sponda sindacale. E questo spiega il profilo basso mantenuto dalla casta di fronte al caso dei parenti eccellenti sistemati a palazzo di città. «Si fa ma non si dice», hanno detto in sostanza molti dei politici pescati con le dita nella marmellata del posto fisso. E i sindacati? Generalizzare non è corretto, e le ferme condanne di Geremia Mancini (Ugl) e Paolo Castellucci (Cgil), vanno tenute nel giusto conto. Ma è difficile pensare a casi di amnesie fulminanti. Secondo un vezzo purtroppo diffuso nel comparto pubblico, probabilmente sono rimasti zitti nella speranza di avere le briciole.
E sul caso Parentopoli continua la corsa alla precisazione di dettaglio. Il consigliere Carlo Sprecacenere, che ha una figlia che lavora in Comune, precisa di non aver mai parlato di assunzioni sospette alla Gtm, dove comunque in passato non sono mancate situazioni paradossali. Il consigliere Nicola Ferrara, invece, dice di avere un solo figlio, dipendente della Soget. Attribuirgli un altro figlio assunto alla Asl è stato dunque un errore.

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