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Pescara, 15/05/2026
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08/12/2007
Il Messaggero
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Pd, Del Turco in campo. «Io e D'Alfonso siamo diversi, ma per l'Abruzzo è un bene» |
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L'AQUILA - I "ginobliani" del Pd si riuniranno lunedì alle 17, all'aeroporto di Pescara, per l'incontro "Prospettive e sviluppo del Pd". Ci saranno il governatore Ottaviano Del Turco, appunto l'assessore Tommaso Ginoble, gli altri assessori Bernardo Mazzocca e Valentina Bianchi e altri esponenti della componente che ha riportato il 35% dei consensi alle primarie del Pd. Intanto ieri Del Turco è tornato a parlare di Pd in un'intervista rilasciata all'emittente tv Antenna 10: «Il Pd avrà un solo capogruppo in Consiglio regionale. Se al presidente Roselli riuscirà di comporre gruppi di tre consiglieri dovremo essergli grati per l'eternità». Sulle sue reiterate minacce di dimissioni: «Non mi sono mai dimesso dalle cose che ho fatto, ma se uno ha avuto dagli elettori il mandato a cambiare le cose e non ci riesce qualche problema deve pur porselo». Sui rapporti con il segretario regionale del Pd, Luciano D'Alfonso: «Grazie a noi 139mila cittadini sono andati a votare, evitando un plebiscito. Abbiamo evitato un'annessione come quella dei Savoia raccontata nel Gattopardo. Noi vogliamo evitare che in questa regione le cose siano scontate. I miei rapporti con D'Alfonso sono ottimi, ma personali. E' lampante che politicamente abbiamo due modi diversi di intendere le cose, ma è un bene per l'Abruzzo che ci siano due personalità così diverse, che combattono dal loro punto di vista le loro battaglie, ma mi auguro con lo stesso obiettivo di evitare la riproposizione della vecchia Balena Bianca». Sull'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca: «Lui è distante dalla vecchia politica delle mance, e per questo non lo sostituirò mai. Qualunque altro ricomincerebbe a fare assunzioni e promesse qui e là». Poi Del Turco se l'è presa con la stampa abruzzese: «C'è una "questione informazione". E' ovvio che bisogna sempre difendere gli spazi di libertà della stampa, ma il fatto che un presidente venga oscurato pone un problema di democrazia». Sul suo "caratteraccio": «Meglio avere un caratteraccio che non averlo affatto. Per governare bisogna averne uno». Sul Centro Oli di Ortona: «E' un delitto rifiutare la partnership con aziende come Eni e Finmeccanica. E' come amputarsi una gamba per andare più lentamente». Del Turco ha poi ribadito di non volersi ricandidare, «a patto che non si assista alla riproposizione del vecchio. Al mio successore consegnerò una regione che ha risanato il deficit, che ha pagato i debiti e che si è conquistata il rispetto dello Stato e dell'Unione europea».
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