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Data: 09/12/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Cremaschi: così nasce già morta. Per il segretario della Fiom non ha identità e linea politica. Rizzo (Pdci): gravi errori, per ora sospendo il giudizio

ROMA. La Cosa Rossa, cioè il nuovo soggetto politico della sinistra al centro dell'assemblea iniziata alla nuova Fiera di Roma, nasce morta, priva di qualsiasi prospettiva: lo ha detto ieri mattina il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi, leader della Rete 28 aprile intervenendo ad una riunione di Sinistra critica, la componente che fa capo agli esponenti di Rifondazione Comunista, Cannavò e Turigliatto, ormai fuori dal partito.
Perché la "Cosa Rossa" nasce morta? «Perché non ha indentità né tantomeno linea politica e - ha aggiunto Cremaschi - per dirla con Nanni Moretti, con quei dirigenti non si va da nessuna parte».
Il segretario nazionale della Fiom ha poi parlato esplicitamente di «fallimento di Prodi e fallimento di Bertinotti e del Prc» che impone «di aprire una fase totalmente nuova a sinistra del Partito Democratico e al di là della Cosa Rossa».
L'obiettivo è quello di «ricostruire la classe e il conflitto di classe - ha proseguito Cremaschi - tanto più necessario alla luce della strage di Torino: indispensabile per la stessa salvaguardia della salute dei lavoratori». Insomma, per il dirigente della Fiom, «il riformismo a cui si accosta anche la Cosa Rossa non ha più nulla da dire e la crisi della politica è la crisi del riformismo per incapacità di affrontare i grandi problemi che abbiamo di fronte».
Una posizione quindi quella di Cremaschi - separazione dalla Cosa Rossa: e che succede rispetto alla Cgil? «In primavera la Rete 28 Aprile - annuncia Cremaschi - si costituirà come componente di opposizione di classe organizzata dentro la Cgil». E nel frattempo nella confederazione di Corso d'Italia, «si aprirà la lotta politica - conclude Cremaschi - contro la concertazione, il protocollo sul Welfare e contro la detassazione degli straordinari che è un atto di criminalità sociale: occorre al posto della detassazione degli straordinari - conclude Cremaschi - tassare di più gli straordinari e aumentare i salari a parità di orario».
«Non ci sarò perché manca falce martello e perchè non si è alternativi al partito democratico». L'eurodeputato del Pdci Marco Rizzo ribadisce così, invece, la sua decisione di disertare gli Stati Generali della Sinistra aperti ieri pomeriggio alla nuova Fiera di Roma. «Il giudizio - spiega Rizzo - resta sospeso fino a quando non si risolveranno questi due gravi errori. Di fronte all'offensiva di classe dei poteri forti servono riposte efficaci, ad oggi però non c'è un cuore, non c'è un progetto se non quello di occupare uno spazio politico per motivi decisamente elettorali di ceto politico».
«Senza comunisti, non esiste la sinistra», conclude Rizzo.

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