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Pescara, 15/09/2019
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Data: 11/05/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Trasporto locale una riforma tradita di Aristide Ricci (*)

Gentile direttore, la riforma tradita, così si potrebbe definire l'attuale gestione dei trasporti pubblici in Abruzzo. Con il varo di Tua spa le aspettative per un radicale cambio di marcia erano tante: la società unica di trasporto pubblico di persone nasceva all'insegna dell'eliminazione degli sprechi di risorse grazie ad un'offerta di servizi depurata dei doppioni di corse sugli stessi percorsi, il primo obiettivo dell'accorpamento delle tre aziende pubbliche a capitale regionale, la ragione fondativa della nuova società regionale nata dalla fusione di Arpa spa, GTM spa e Sangritana spa. Il primo piano industriale di Tua del 2015 approvato dalla Regione Abruzzo, prevedeva, tra l'altro, nel corso di un triennio 2015- 2019 l'integrazione dei servizi di autobus con quelli dei treni, la soppressione di alcune corse sui percorsi dove passano i mezzi dell'ex Gtm di Pescara e quelli dell'ex Arpa, l'eliminazione dei servizi su gomma sulla Lanciano- Pescara dove sono attivi i treni dell'ex Sangritana. Obiettivi minimi di breve periodo per i quali sembrava non ci fosse la benché minima difficoltà, vista la necessità di recuperare risorse per modificare qualitativamente e quantitativamente l'offerta di trasporto sul territorio regionale. Accanto a queste misure ce n'erano altre che interessavano il rapporto con Trenitalia per collegare meglio la costa con il capoluogo di Regione. Con il taglio delle risorse per il trasporto pubblico locale questo programma di breve periodo diventa quanto mai urgente e indifferibile. Come sono indifferibili le questioni legate al Biglietto unico che permetta all'utenza di viaggiare con un solo titolo di viaggio sull'intera rete di trasporti d'Abruzzo. Considerata l'importanza della materia, il Governo regionale guidato dall'allora Presidente Gianni Chiodi, su proposta delle forze di minoranza guidate dal Partito democratico, con la legge finanziaria regionale del 2014 fece approvare in Consiglio un provvedimento ad hoc che sarebbe dovuto andare in vigore agli inizi del 2015. Al momento quel provvedimento è rimasto lettera morta e incredibilmente nessuno si sogna di richiamarlo in vita. Nell'agenda del Governo regionale eletto di recente e neppure nelle piattaforme sindacali, di queste problematiche urgenti non si fa minimamente menzione. Forse che il sistema di trasporti abruzzese può permettersi simili sprechi?

(*) Già resp. relazioni esterne Tua

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