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Pescara, 15/05/2026
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Data: 11/12/2007
Testata giornalistica: Il Centro
La strada parco come un'arteria normale di Nicola Di Federico (*)

Gentile direttore, il signor Dante De Nardis dell'Associazione strada parco («il Centro» del 1º dicembre ha ragione: è uno scempio! Soprattutto dal punto di vista mediatico è un vero scempio tutto il risalto che viene dato dalla stampa locale ad un gruppo di manifestanti ogni qual volta si parla di strada parco. Personalmente in occasione di una di queste manifestazioni contai in piazza non più di 90 teste, comprese le forze dell'ordine ed alcuni politici, mentre sui giornali e tv appariva come manifestazione imponente.
Al contrario la posizione della sezione Pri «Giovanni Spadolini» di Pescara che dall'inizio della vicenda, quando ancora diverse forze politiche si chiedevano se conveniva o no politicamente abbracciare la lotta, ha assuno una posizione ben precisa. Il Pri sosteneva e sostiene che la strada parco non può non essere considerata in un progetto di riorganizzazione generale della viabilità dell'intera area metropolitana anche in considerazione che a soli 100 metri esiste una parallela che si chiama «riviera» che, opportunatamente valorizzata, permette di soddisfare le stesse esigenze ricreative della «strada parco».
Inoltre il discorso meramente ambientale è inaccettabile perchè di fatto creerebbe cittadini di serie A e B. Specie nelle giornate di cattivo tempo, quando tutte le strade sono allagate e non si può scendere nemmeno dall'auto, la scelta della strada parco appare di più assurda in quanto per la sua caratteristica di ex tracciato ferroviario è l'unica strada che non si allaga. Per questo i repubblicani si impegneranno affinchè dopo la prossime elezioni di primavera, un'amministrazione più coraggiosa e lungimirante, trasformi la strada parco in una regolare arteria stradale utile a tutta la comunità.
Tornando al signor De Nardis non capisco la meraviglia esternata nel suo intervento in relazione al comportamento dell'amministrazione comunale, che a mio giudizio con imparzialità ha usato nell'occasione delle 8.000 cartoline lo stesso metro di giudizio usato in occasione del referendum sul piano traffico: se solo 22.000 cittadini si erano reacati a votare «sì» all'abrogazione tutti gli altri erano favorevoli. Quindi se solo 8.000 cittadini hanno firmato contro la filovia, tutto il resto della popolazione è favorevole.

(*) Nicola Di Federico - Consigliere nazionale Pri

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