PESCARA. «Sono assolutamente tranquillo perché ritengo di aver rispettato sempre la legge, comunque chiederò il giudizio immediato per accertare subito la verità». D'Alfonso chiude con questa dichiarazione ai giornalisti una giornata drammatica. Il sindaco ha saputo di essere indagato per abuso in prima mattinata e si è subito precipitato al palazzo di giustizia per avere il testo dell'avviso di garanzia. E' stato per lui come un fulmine a ciel sereno. Poi, ha fatto convocare una conferenza stampa dai suoi collaboratori per fornire la sua versione dei fatti su questa vicenda.
Ogni anno, in questo periodo, il primo cittadino convoca i giornalisti per gli auguri natalizi e con l'occasione fa un bilancio della sua attività amministrativa. Ma, ieri, alla vigilia del suo 42esimo compleanno, l'incontro con la stampa è stato per difendersi da un duro colpo, forse il più duro dei 5 anni di governo della città. D'Alfonso, affiancato dal direttore generale, Antonio Dandolo e dal segretario, Vincenzo Montillo, di fronte ad alcuni assessori e consiglieri del centrosinistra, vinto l'iniziale imbarazzo, ha parlato dell'avviso di garanzia e con carte alla mano ha cercato di dimostrare di aver svolto correttamente le procedure.
«Sono contento che si proceda all'accertamento dei fatti e per questo chiederò davanti al giudice del dibattimento il giudizio immediato» ha detto il sindaco durante la conferenza stampa nella sala San Cetteo del Comune piena di giornalisti «sono convinto di aver agito correttamente nella vicenda di Dezio. Queste comunque sono cose naturali che accadono a coloro che decidono e fanno parte di amministrazioni, in particolare di quelle pubbliche. E' successo anche al sindaco di Milano, Letizia Moratti. Ho già nominato comunque due legali di fiducia, Giuliano Milia e Giovanni Di Biase».
Il primo cittadino, incalzato dalle domande, è quindi entrato nel merito della vicenda, spiegando i motivi per cui il dirigente Guido Dezio, anche lui indagato, è entrato a lavorare in Comune. «Dezio ha svolto la sua attività di dirigente sulla base di un incarico fiduciario» ha spiegato «la legge Bassanini prevede che un sindaco possa affidare incarichi a soggetti di provata competenza e professionalità che sono ad esso legati da un rapporto fiduciario ad personam». Il sindaco ha proseguito ribattendo all'accusa di aver procurato a Dezio un ingiusto vantaggio patrimoniale con l'assunzione, successiva all'incarico fiduciario: «Quando Dezio ha fatto il concorso per essere assunto in pianta stabile aveva già maturato il requisito di dirigente per avere svolto per cinque anni questo ruolo, prima in Regione e poi con il rapporto fiduciario. E' stata comunque la commissione, di cui io non ho fatto parte, a valutare la corretta procedura». Un accenno anche a un presunto curriculum di Dezio sparito. «Ricordo che ai concorsi non si partecipa con i curriculum. I documenti vanno presentati dopo per le nomine», ha risposto.
Quali saranno, gli è stato chiesto, le ripercussioni politiche? D'Alfonso non ha esitato. «Si tratta di una vicenda amministrativa che non ha nulla a che vedere con la politica» ha avvertito «mi attiverò perché si facciano le primarie nel centrosinistra per la scelta del candidato sindaco e se la coalizione me lo chiede, parteciperò». «Sul fronte amministrativo non mi fermo, andrò più veloce di prima», ha concluso.