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Pescara, 16/06/2019
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Data: 07/06/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tav, flat tax e sicurezza Salvini impone l'agenda. E M5S dice sì al rimpasto. Indietro tutta, il nuovo mantra 5Stelle: rinunciare alle bandiere per sopravvivere

ROMA Un'altra telefonata a poi l'incontro a due a palazzo Chigi. Un'ora di colloquio tra Di Maio e Salvini sigla se non la pace, almeno una tregua dovuta dopo la lettera di Bruxelles. Tirano un sospiro di sollievo soprattutto i pentastellati. «Intanto abbiamo chiuso la finestra elettorale di settembre», spiegava ieri il vicepremier grillino ai suoi dopo il faccia a faccia con l'alleato. «Se andiamo avanti, andiamo avanti, ha insistito Di Maio nel corso del colloquio durante il quale ha anche chiesto a Salvini di non oscurarlo del tutto anticipando provvedimenti di altri, perché «altrimenti non tengo i miei parlamentari».
IL SOGNO
Da parte del vice grillino si tratta di una sorta di resa incondizionata all'alleato che mette in un angolo velleità di elezioni anticipate a settembre, in cambio di una fitta agenda di temi made in Lega. Si comincia martedì, quando in consiglio dei ministri arriverà il secondo decreto sicurezza, e si prosegue su Tav e Autonomie. Il primo argomento consegue anche l'obiettivo di liberare il ministero di Porta Pia. Con Toninelli, in uscita, anche la collega alla Sanità Grillo. Di rimpasto ieri i due negavano di aver parlato, ma per la Lega il passaggio è scontato e potrebbe avvenire già la prossima settimana.
Proseguendo negli argomenti posti ieri dai due in cima all'agenda di palazzo Chigi, spiccano le autonomie e l'impegno grillino a discutere e votare solo nella Commissioni parlamentari, e non in aula, i testi delle intese. Per Salvini tocca poi alla flat-tax che, secondo il leader del Carroccio, dovrà essere inserita da subito nelle trattative con Bruxelles. Sullo sfondo è rimasto il rischio-procedura. I due si sono detti convinti che alla fine Conte e Tria riusciranno a raggiungere con la Commissione un accordo che non comporti nuove tasse o manovre. Da Bruxelles non spira, infatti, aria di scontro. Piuttosto emerge a Chigi la consapevolezza di come il rischio procedura indebolisca la trattativa sui commissari e che alla fine un indulgente occhio sui conti possa essere scambiato con una delega di serie B. Resta il fatto che anche su questo punto il M5S non tocca palla avendo lasciato a Salvini il compito di esprimere un nome. Con tre ministri in più (Infrastrutture, Sanità e Politiche comunitarie lasciato libero da Savona), il Carroccio sembra prepararsi a cannibalizzare l'esecutivo e l'alleato.
Il convitato di pietra della riunione è stato Giuseppe Conte impegnato anche ieri ad Hanoi. E' probabile che prima del consiglio dei ministri di martedì, premier e vice si incontrino anche per rimuovere più di una incomprensione generata dalla conferenza stampa di Conte di lunedì scorso. Raddrizzata la barra, a Conte e Tria spetta ora il non facile compito di convincere la Commissione che, tra risparmi e minor spese, l'Italia è in grado di rispettare i parametri senza dover metter mano ad una manovra correttiva. Dopo la conferenza stampa-ultimatum, Conte ha recuperato equidistanza tra i due alleati. Al punto da alimentare il sospetto che intenda presto mettersi in proprio in vista di possibili elezioni anticipate. L'eccesso di arrendevolezza da parte di Di Maio - silente anche sul caso-Garavaglia - è destinato a sollevare più di un mugugno nel gruppone parlamentare, ma alternative, se non il ritorno alle urne, non sembrano esserci. Scavallare la finestra autunnale significa spostare a primavera 2020 l'eventuale ritorno al voto.
IL PACCHETTO
Nel frattempo il governo avrebbe modo anche di varare un corposo pacchetto di nomine in importantissime società partecipate. Ma tutte le richieste di Salvini all'alleato - che timidamente spinge solo per il salario minimo - sono nella piena di disponibilità di Di Maio, tranne una: la flat tax. L'attuazione della misura, ribadita ieri da Salvini nel corso dell'incontro, è stata fatta proprio da Di Maio ma - se inserita nel Def e poi nella manovra di fine anno - può rappresentare per Bruxelles e gli investitori la conferma della volontà italiana di uscire del tutto da un percorso di risanamento dei conti. E' per questo che persino Conte lunedì scorso si è mostrato molto scettico su una misura che però per Salvini può rappresentare ad ottobre l'argomento per far saltare l'esecutivo e andare al voto. D'altra parte per Conte i vincoli europei vanno cambiati ma rispettati sino a che ci sono, mentre Salvini è convinto che possibili sforamenti siano possibili perché il rischio di un default italiano spaventi soprattutto Bruxelles e Berlino.

Indietro tutta, il nuovo mantra 5Stelle: rinunciare alle bandiere per sopravvivere

ROMA Indietro tutta, la leggendaria trasmissione di Arbore era molto più divertente del programma messo in scena ora da Luigi Di Maio con Salvini plaudente in prima fila, anzi come regista occulto e soddisfatto. «Che cos'è l'uomo senza il cacao? E' come il bersagliere senza il bersaglio, è come Gassman senza il gas, è come il Peloponneso senza il pelo, è come il colonnello senza la colonna», diceva lo strepitoso Nino Frassica in quello show. E non c'è partita con l'Indietro tutta a 5 stelle. Che qualcuno potrebbe anche chiamare il kamasutra di Luigi, perché lo spettacolo contiene contorsioni a getto continuo e acrobazie che, politicamente parlando, ai patiti potrebbero pure sembrare sexy.
ALTA VELOCITA'
La Tav? «Non si farà mai», «Da irresponsabili farla», «Uno spreco di soldi pubblici inaccettabile», «Una truffa». E via così. Anzi, no: ora la Tav parte con la benedizione di Di Maio e dei suoi, e non è più «un mostro» perché - ecco il trampolino per la capriola - la Ue la pagherà al 55 per cento e perché i bandi che la propaganda grillina diceva fossero fermi invece dopo la batosta elettorale s'è scoperto che fermi non sono e perché fermali? L'alta velocità delle acrobazie da kamasutra si spiega con la pulsione, molto politicista, all'inamovibilità, al tenersi lo scranno che l'esercito anti-casta ha conquistato (e il Parlamento è un bel posto dove stare) e alla necessità per la Casaleggio Associati di non rinunciare ai 300 euro al mese che ognuno dei parlamentari 5 stelle è costretto a versare nelle casse del figlio di Gianroberto. Ed è preferibile, per il partito-azienda, che versino questo denaro per altri quattro anni oppure che interrompano subito i bonifici causa elezioni e poi nel nuovo Parlamento i contribuenti saranno molti di meno? E' ovvia la risposta. E l'autonomia? Mai e poi mai. Ma adesso si può. Il Salva-Roma? Prima del voto la barricata, dopo il flop elettorale è diventato il Salva-Salvini, non Salva-Raggi e Salva-Giggino e compagnia. Per non dire del decreto sicurezza bis? «Non esiste e non ci piace», era linea di prima. Va in consiglio dei ministri martedì, e no problem: ora ai penta-contorsionisti piace tanto. Così come lo sblocca-cantieri.
E sempre loro: appena un leghista veniva sfiorato dai giudici, fuoco e fiamme stellate (da Siri a Rixi), ma adesso con Garavaglia vige l'Indietro tutta e anche con Salvini che fa la black list dei magistrati accusati di non amarlo ma il grillismo a suo tempo togato si è tolto la toga per quieto vivere e neppure un sibilo filo-procure all'indirizzo di Matteo l'amico ritrovato con tanto di comunicato congiunto e smack smack. Così vuole il mantra dei neo-responsabili 5 stelle, convertiti al Dio della governabilità e sembra attualissimo il motto andreottiano per cui «meglio tirare a campare che tirare le cuoia». Una trincea della resistenza anti-Salvini pareva diventata la Rai. E invece, ieri l'ad Salini - espresso dai 5 stelle - in linea con la nouvelle vague grillina dopo tanti no alle pretese dei lumbard in azienda ha ceduto e Roberto Poletti - biografo del Capitano ed ex direttore di Radio Padania - viene incoronato re di UnoMattina.
I GRANDI ILLUSTRATORI
E se prima la Flat Tax era il demonio (pur essendosi già affacciato nel Contratto), s'è passati dal «No, se aiuta solo i ricchi», al Nì e al Sì pur restando sempre lei. E chissà come Arbore avrebbe rappresentato nella sua trasmissione questa capriola con doppio avvitamento e come l'avrebbe disegnata, insieme alle altre, uno dei magnifici illustratori antichi del grande kamasutra.

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