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Pescara, 16/06/2019
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Data: 10/06/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
Marsilio: «100 giorni con il piede sull'acceleratore». D'Alfonso: «Io ho fatto molte cose in più» D'Alessandro: «Peggio delle previsioni»

L'AQUILA «Altro che avvio al rallentatore, siamo entrati da subito su questioni importanti. Di D'Alfonso gli abruzzesi hanno giudicato 1.500 giorni, non i primi cento». E' questa la replica del governatore Marco Marsilio alle accuse mosse dal suo predecessore e dall'ex consigliere pd, oggi deputato, Camillo D'Alessandro. Marsilio elenca i risultati ottenuti cominciando dall'ultimo, il commissario per il porto di Pescara: «Attendiamo il passaggio alla Camera della legge, ma abbiamo trovato attenzione nazionale. Finora non era partito neanche il primo lotto. I progetti gestiti da D'Alfonso sono stati bocciati dal Via (Valutazione impatto ambientale, ndr). Poi c'è da verificare la situazione del porto di Ortona: la sentenza del Tar nasce da un errore di procedura delle amministrazioni precedenti e rischia di comportare un altro anno di attesa. Con la possibile perdita di finanziamenti».
Marsilio cita poi i fondi e il commissario per la messa in sicurezza del Gran Sasso («Da anni si attendevano risposte»), i finanziamenti per l'Ufficio ricostruzione di Teramo («Si è fatto più in tre mesi che in due anni»), quelli per la manutenzione delle strade e per il dissesto idrogeologico. E ancora la legge sui trabocchi: «Li abbiamo trovati chiusi che non si potevano aprire. Speriamo di aver fatto un passo avanti anche se la sovrapposizione di norme e burocrazia continua a rendere difficile la vita». «Abbiamo trovato chiuse anche le terme di Caramanico aggiunge -, praticamente in pre fallimento, e stiamo intervenendo. Sulla promozione turistica non c'era un soldo, ora siamo su tutte le reti nazionali». Critiche a D'Alfonso anche sulla macro-struttura dell'ente: «Si vanta di aver fatto la riduzione a sette dipartimenti, ma non racconta che ha tenuto 96 posizioni dirigenziali aperte con relative caselle uffici per avere qualche direttore esterno da assumere, con poco più di 50 dirigenti in servizio. Abbiamo una pianta organica con oltre 40 caselle vuote, senza nessuna programmazione». Nel mirino anche «il bando per i manager Asl fatto male e da ripubblicare», una serie «di aziende fallite, come il Crua, che stiamo tentando faticosamente di salvare» e «l'aeroporto che non aveva neanche i fondi per l'antincendio». Tra le cose fatte Marsilio annovera gli ulteriori fondi stanziati per le scuole («La presenza del ministro all'Aquila è dimostrazione di come abbiamo catturato l'attenzione») e il riallineamento dei rendiconti («C'è un ufficio appesantito per chiudere 4 anni scellerati»). C'è poi la sanità, «su cui non bisogna vendere fumo»: «Su una discussione così complessa non si fa la rivoluzione in due mesi. E' importante cercare di chiudere, loro non ci erano riusciti perché le cose proposte sono tornate indietro con una serie di bocciature. Faremo poche correzioni senza sfasciare un quadro intero. L'obiettivo è uscire dal piano di rientro e presentare da qui a un anno un programma molto più ampio».
Stoccata sul masterplan («La sinistra è abituata a sfasciare ciò che trova, noi non apparteniamo a questa setta») e sulla questione pedaggi autostradali: «Ho sollecitato il governo a fare una proroga. Spero però che entro giugno si chiuda la trattativa sul nuovo Pef per sapere come andrà avanti la gestione». Infine sulle crisi industriali: «I nostri assessori sono presenti ai tavoli. Magari fanno meno cagnara e più sostanza. Non mi pare che il protagonismo abbia funzionato: i lavoratori sono a spasso».

D'Alfonso: «Io ho fatto molte cose in più» D'Alessandro: «Peggio delle previsioni»

L'AQUILA Primi cento giorni al rallentatore. La critica dell'ex governatore Luciano D'Alfonso e del deputato pd Camillo D'Alessandro sull'avvio della giunta Marsilio è sferzante. L'ex presidente, in particolare, ha condito la sua valutazione dalle immancabili citazioni. «Sono i numeri, a dirlo ha scritto sul suo blog -, i quali, se spesso da alcuni giuristi e filosofi della politica sono esecrati come strumento di misura della qualità della politica (su tutti, il grande Federico Persico, ma si veda anche tutto il dibattito sulle corporazioni tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900), è pur vero che i fatti hanno la testa dura. E i fatti, a differenza di quelle che Cartesio chiamava fattizie, dicono che durante i miei primi cento giorni al timone della Regione io misi in atto in primis l'organizzazione della macchina amministrativa, con lo snellimento da 14 a 7 direttori regionali e l'arrivo della figura del Direttore Generale sovraordinato. Inoltre, ricordo, furono stabiliti dal mio governo, e deliberati, 171 milioni di euro per i depuratori».
D'Alfonso ha anche ricordato il finanziamento per la banda larga e la copertura finanziaria e progettuale della Fondovalle Sangro, «dopo 40 anni di attese». «Pertanto paragonare i primi cento giorni della nuova giunta regionale - sorta nel febbraio scorso, per la quale si può parlare solo di qualche delibera approvata - con i miei primi cento giorni da presidente della Regione Abruzzo, sarebbe come dare vita a quella che il compianto Giovanni Sartori, uno dei più grandi scienziati della politica di sempre, chiamava can-gatto. E il can-gatto, nonostante le grandiosi innovazioni, e anche manipolazioni genetiche della ricerca scientifica, ancora non esiste».
Anche D'Alessandro è stato molto duro. A partire dalla sanità: «E' stato confermato tutto l'impianto precedente a partire dalla rete ospedaliera e dalla evidenza dei risultati raggiunti sui Lea. I punti nascita che dovevano riaprire? I comizi dei due vice premier a Sulmona entrambi impegnati a garantire la permanenza del punto nascita di Sulmona?». Idem sui trasporti: «E' stato confermato l'indirizzo con la società unica e con Sagritana SpA, quale controllata per i servizi commerciali. Novità? Salvo indebolire il fondamentale settore della manutenzione. Perché non si chiarisce definitivamente che non si torna indietro dall'affidamento in house?». E poi il masterplan («E' stato definito un libro dei sogni salvo oggi utilizzarlo esclusivamente»), la zona economica speciale («Ancora non viene attivata»), la vocazione strategica («Si continua a balbettare»), la pista ciclopedonale dei trabocchi («Qual è il progetto di valorizzazione? Chi si occuperà della manutenzione per fare in modo che dopo il taglio del nastro non sia invasa da erbe ed erosione?»). «La verità dice D'Alessandro - è che il presidente Marsilio si conferma essere peggio delle peggiori previsioni, praticamente un corpo estraneo, incapace di incidere». «Sulle Autostrade conclude - messa in sicurezza e aumento delle tariffe? Silenzio. Sulla emergenza galleria del Gran Sasso? I fondi stanziati non bastano e ridotti sono i poteri commissariali. Sul progetto dell'autonomia differenziata delle Regioni del Nord? Nessuna iniziativa ben conscendo cosa accadrebbe all'Abruzzo: meno risorse e meno servizi? Sul taglio al fondo dei trasporti varato dal ministro Toninelli? Non pervenuto. Sugli imminenti Decreti Sblocca Cantiere e Crescita? Abruzzo non rintracciato. Sulla ricostruzione? Non ne parliamo, tutti emendamenti bocciati ed il presidente della Regione tace. Sulle crisi industriali che continuano? Nessuna strategia. Non si governa la Regione come un dopo lavoro ferroviario da Roma».

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