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Pescara, 16/06/2019
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Data: 11/06/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Costantini: «Staremo in strada per 5 anni». Il suo primo obiettivo è ricostruire il rapporto fra politica e cittadinanza «Inciuci dietro ai voti di Tribuiani». «Gatti? Non ho padroni né padrini». Tribuiani punta al riconteggio. Sono stati 1.464 i voti "spostati". Bellachioma: «La sconfitta non è colpa nostra». Pagano: «Forza Italia è stata leale con la coalizione». Morra (FdI): «Partita interna al centrodestra»

GIULIANOVA Notte di festeggiamenti, con tanto di fascia tricolore, poi, senza quasi dormire, subito in municipio. Per Jwan Costantini, neoeletto sindaco di Giulianova, il lavoro comincia da subito, ma c'è ancora da metabolizzare la vittoria al fotofinsish per 59 voti sul suo avversario Pietro Tribuiani, il candidato dei partiti del centrodestra. Costantini parla di «inciuci» e adombra il sospetto - anzi, pur senza fare nomi, fa un'accusa esplicita - che il recupero di Tribuiani sia avvenuto grazie a una massiccia iniezione di voti provenienti dalle liste di Franco Arboretti, il candidato del Cittadino Governante che al primo turno ha raccolto più di 3.300 voti, sfiorando il ballottaggio. Sindaco Costantini, come ha passato la notte?«Praticamente non ho dormito. Abbiamo festeggiato a lungo, ovviamente, e sono rientrato a casa molto tardi. Poi questa mattina alle 9 (ieri mattina, ndr) ero in Comune per incontrarmi con il commissario. Ci siamo messi subito al lavoro come avevamo promesso ai cittadini in campagna elettorale» Con il commissario Soldà avete polemizzato non poco per via di certi suoi provvedimenti. Com'è andato l'incontro?«È stato un incontro istituzionale, molto cordiale. C'è da fare il passaggio di consegne e mi ha assicurato che lo faremo subito e di questo lo ringrazio».Se lo aspettava un testa a testa così tirato? «No, non me lo aspettavo. Evidentemente gli inciuci che si temevano ci sono stati. Come spiegarsi altrimenti tutti quei voti (per Tribuiani, ndr) che forse sono arrivati da liste che si professano civiche di centrosinistra».Al ballottaggio ha votato meno della metà dei giuliesi.«Un forte astensionismo al secondo turno è un fatto fisiologico. Anche nel 2014, quando venne eletto Mastromauro, ci fu un forte calo di votanti, mi pare un tre per cento in più di quanto c'è stato adesso».Avete sconfitto i partiti?«Sì, li abbiamo sconfitti. Hanno vinto i giuliesi che non hanno colore di partito e che hanno capito che la nostra coalizione ha come unico interesse il bene comune».In un'intervista prima del voto ha detto che bisogna lavorare per ricostruire il rapporto di fiducia con i cittadini.«Certo, questa è la prima cosa. Bisogna pensare a Giulianova come a una città che da tempo non vede risposte ai suoi problemi. Bisogna creare un rapporto del tutto diverso tra politica e città. Noi abbiamo fatto la campagna elettorale in strada e staremo in strada per cinque anni».Primo provvedimento da prendere?«Riorganizzare la macchina amministrativa e seconda cosa pianificare la stagione estiva che è già cominciata. Dobbiamo organizzare delle manifestazioni per aiutare il turismo e il commercio.Un elemento del suo successo? «La scelta di candidatura della coalizione della Lega è stata fatta a Roma e poi portata a Giulianova. La nostra scelta invece è stata fatta qui, a Giulianova e per Giulianova, e i cittadini lo hanno capito».Dietro la sua vittoria c'è Paolo Gatti?«Gatti è un amico e continuerà ad essere un amico, ma la politica è un'altra cosa. Mi sento con lui, mi confronto, se ho bisogno di un consiglio glielo chiedo, ma noi non abbiamo ne padrini né padroni». Cosa dire del suo avversario? «Abbiamo uno stile diverso, ma a Tribuiani rendo l'onore delle armi, nonostante il fango che ci hanno buttato addosso negli ultimi giorni».

Tribuiani punta al riconteggio. Sono stati 1.464 i voti "spostati"

È difficile individuare con esattezza i flussi di voto fra primo e secondo turno, capire cioè verso chi si è spostato l'orientamento degli elettori, ma i numeri possono aiutare a capire un po' meglio la situazione. Al ballottaggio Costantini ha preso 4678 voti contro i 4050 del primo turno: 628 voti in più; Tribuiani invece da 3783 voti del primo turno è passato ai 4619 voti conquistati domenica scorsa, pari ad un incremento di 836 voti. In totale fa 1464 voti. Il forte astensionismo (45,72% l'affluenza alle urne domenica scorsa contro il 63,49% del primo turno) dovrebbe avere riguardato soprattutto l'elettorato dei tre candidato che al ballottaggio non c'erano, cioè Franco Arboretti (Cittadino governante), Mauro Di Criscenzo (M5S ) e Gabriele Filipponi(Pd). Ammesso che tutti coloro che al primo turno hanno votato per Costantini e Tribuiani siano andati a votare anche domenica (ma è ragionevole pensare che almeno una piccola parte di loro si sia astenuta), ci sono stati quiondi 1464 elettori di Arboretti, Di Criscenzo e Filipponi che hanno spostato il loro voto sui candidati al ballottaggio, privilegiando Tribuiani.

Bellachioma: «La sconfitta non è colpa nostra». Pagano: «Forza Italia è stata leale con la coalizione». Morra (FdI): «Partita interna al centrodestra»

GIULIANOVA Il centrodestra riflette e tenta di riorganizzarsi dopo la beffa elettorale. Il ballottaggio perso per 59 voti contro Jwan Costantini, candidato civico ma ex coordinatore comunale di Forza Italia, amareggia sopratutto il leader regionale della Lega Giuseppe Bellachioma. «Al di la del fatto che non si è trovata l'unità della coalizione», dichiara, «il nostro candidato Pietro Tribuiani è stato protagonista di un grande recupero che però non è bastato per vincere». Il parlamentare del Carroccio non nasconde «il rammarico per la sconfitta, ma c'è anche piena consapevolezza di aver fatto di tutto per il successo». Secondo lui non va messa in discussione l'intesa a livello regionale che ha portato Tribuiani alla candidatura con il centrodestra ufficiale. «Esistono gli accordi», tiene a precisare Bellachioma, «e li abbiamo rispettati per Marco Marsilio in Regione e Carlo Masci a Pescara: se questo non è avvenuto a Giulianova da parte dei circoli locali degli altri partiti, la colpa non può essere della Lega». Il Carroccio si prepara a fare opposizione, ma nel centrodestra ufficiale c'è chi pensa a un patto di governo. Ad auspicarlo è Nazario Pagano, coordinare regionale di Forza Italia: «L'auspicio è che si superino i contrasti della fase elettorale e si avvii una collaborazione per amministrare nell'interesse dei cittadini». Pagano sottolinea le difficoltà incontrate dal suo partito nel formare la lista dopo la diaspora forzista guidata da Costantini. «Sono stato leale con la coalizione, mi sarebbe dispiaciuto non trovare l'accordo a Giulianova», osserva, «ma ho temuto che non riuscissimo a depositare il simbolo, anche se con Costantini non c'è mai stato un vero contrasto». Giandonato Morra di Fratelli d'Italia evidenzia, invece, «il disastro del centrosinistra e il distacco dei grillini che restano estranei al voto amministrativo». In fondo il centrodestra si è giocato la partita in casa «con liste equivalenti, di classici appartenenti alla coalizione e di civici che però hanno alle spalle un lungo percorso interno allo stesso schieramento». Il candidato frutto di accordi sovracomunali «per quanto abbia fatto una campagna seria, non provenendo dal basso si è scontrato con una giuliesità molto forte» che l'ha penalizzato.

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