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Pescara, 20/08/2019
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Data: 12/06/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Serve un consiglio straordinario contro gli aumenti». I gruppi di opposizione in Regione decisi a portare in aula il caso dei pedaggi di A24 e A25, da luglio tariffe più care del 19,2 per cento

L'AQUILA In attesa del vertice di domani a Roma e del faccia a faccia tra Mit e Strada dei Parchi, cresce la mobilitazione per scongiurare l'aumento dei pedaggi su A24 e A25, previsto allo scoccare della mezzanotte del primo luglio. Un replay di quanto accaduto non più tardi di qualche settimana fa, quando il rischio era quello della chiusura del traforo del Gran Sasso. Scende in campo anche la politica: i capigruppo del centrosinistra in consiglio regionale, Silvio Paolucci (Pd), Americo Di Benedetto (Legnini Presidente) e Sandro Mariani (Abruzzo in Comune) chiedono la convocazione straordinaria del Consiglio regionale. «Riteniamo indispensabile - dichiarano - che la giunta regionale si faccia portavoce delle richieste dei nostri territori chiedendo al Governo nazionale di accogliere l'istanza sottoscritta dai sindaci abruzzesi il 6 giugno 2019, provvedendo a sospendere gli aumenti fino al 31 dicembre 2019 e in attesa dell'approvazione del nuovo piano economico e finanziario della concessione. I pedaggi sulle autostrade A24 e A25 sono eccessivamente onerosi per l'utenza nonostante siano interessate da una serie di ammaloramenti e manutenzioni urgenti. Non bisogna dimenticare che a queste infrastrutture viene riconosciuto un valore strategico nazionale, anche di protezione civile. Lo Stato non può non investire risorse finanziarie per garantire la sicurezza sulle nostre autostrade, e l'investimento pubblico è l'unico modo per calmierare le tariffe».
Fabio Berardini, deputato Cinque Stelle, attaccato: «Appare veramente assurdo che alcuni sindaci del Pd anziché occuparsi delle tematiche del proprio Comune continuino a fare terrorismo mediatico considerando che quando il proprio partito fu al governo non fece mai nulla per risolvere definitivamente questa problematica». Anche Federconsumatori ieri ha fatto chiesto un intervento decisivo, «senza ricorrere in extremis, come fatto lo scorso anno, per scongiurare gli aumenti. Ben venga ogni soluzione che eviti gli aumenti, ma senza dubbio è necessario intervenire sul piano della sicurezza, garantendo ai cittadini la dovuta manutenzione e le tutele necessarie in caso di eventi sismici» si legge in una nota. Se nulla cambierà, da luglio scatterà un rincaro del 19,20%: l'aumento del 12,89% già previsto per il 2018, congelato per la crisi economica e bloccato da settembre 2018; a cui si aggiungerebbe, in modo incrementale, l'ulteriore aumento del 5,59% per il 2019, previsto dalla convenzione.
STRADA DEI PARCHI
La società, dal canto suo, ritiene di operare in coerenza con i decreti emanati. Gli aumenti delle tariffe, infatti, tecnicamente sono già scattati, per legge, dal 1 gennaio e sono stati congelati sino al 30 giugno perché tra il 26 e il 28 dicembre 2018 venne ribadito un impegno politico del Governo a chiudere il Pef, il piano economico finanziario che deve riscrivere le regole della gestione in concessione. In quell'atto il Mit aveva sancito che «i minori ricavi conseguiti dal concessionario per effetto della sospensione tariffaria risulteranno recuperati attraverso la revisione del piano economico e finanziario». La soluzione strutturale ai tanti casi emersi via via, dunque, è un nuovo accordo. Ogni cosa alternativa servirà esclusivamente a tappare i buchi.

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