Pescara si adegua alle altre città ma con l'aliquota più bassa Il Polo attacca la maggioranza
PESCARA. Da quest'anno anche i pescaresi pagheranno l'addizionale Ire (ex Irpef). Il consiglio comunale ha varato l'applicazione della nuova imposta, già introdotta da 5 anni negli altri Comuni abruzzesi, dopo ben tre sedute.
L'ostruzionismo, condotto dal centrodestra con la presentazione di 300 emendamenti alla delibera sulla tassa, ha rallentato i lavori e la maggioranza è riuscita ad arrivare all'approvazione del provvedimento all'1 della notte tra mercoledì e ieri. L'addizionale Ire è passata con 22 voti a favore del centrosinistra e 7 contrari di Forza Italia, An e Pescara futura.
Il consiglio ha approvato anche due ordini del giorno sottoscritti dai capigruppo di tutte le forze politiche. Il primo, invita la giunta ad utilizzare gli incassi della nuova tassa per scopi sociali o per i servizi alla città e a non aumentare l'aliquota dello 0,10 per cento per i prossimi due anni. Il secondo, invece, invita l'amministrazione a ripristinare il finanziamento alla Gtm necessario per evitare i tagli alle corse degli autobus.
L'addizionale Ire, quindi, scatterà a partire dall'inizio dell'anno. Verrà applicata con l'aliquota più bassa dello 0,10 per cento sui redditi imponibili, al netto degli oneri deducibili, superiori ai 14mila euro. Così, ad esempio, chi ha un reddito di 25mila euro, dovrà versare 25 euro all'anno; con 32mila euro, 32 euro; con 45mila euro, 45 euro. La tassa si pagherà a saldo delle imposte con la dichiarazione dei redditi o, per i lavoratori dipendenti, con conguaglio a fine anno sugli stipendi.
Il nuovo tributo farà incassare al Comune circa 800mila euro l'anno. Nei giorni scorsi l'assessore alle finanze, Camillo D'Angelo, ha spiegato i motivi che hanno portato l'amministrazione a ricorrere all'addizionale. Tra questi, la riduzione dei trasferimenti dello Stato all'ente, ridottisi dal 2003 al 2005 del 23,33 per cento; i minori introiti per gli sconti sull'Ici per la prima casa e sulle rette scolastiche; l'aumento degli interventi in favore delle fasce più deboli; il blocco delle spese per il vincolo del patto di stabilità interno; l'incremento dei costi di gestione del tribunale.
Ma il centrodestra continua a protestare per la nuova imposta. «Eravamo e restiamo contrari in linea di principio all'impostazione di governo che, anziché diminuire le spese, aumenta i tributi» hanno scritto ieri in un comunicato i partiti di opposizione «sentiamo il dovere di chiedere scusa a tutti i contribuenti pescaresi per non essere riusciti a convincere il sindaco, D'Alfonso, e la sua maggioranza a recedere dalla volontà di istituire l'addizionale comunale, nonostante l'impegno da noi profuso in consiglio». Secondo il centrodestra, questo provvedimento presenterebbe «dubbi di legittimità», in quanto l'istituzione di nuovi tributi sarebbe prerogativa del consiglio e non, invece, della giunta.