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Data: 16/12/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Export, l'Abruzzo aggancia la Lombardia. Mauro: crescita dell'11%, Chieti fa il record. Teramo e L'Aquila in difficoltà

PESCARA. L'export salva l'Abruzzo e colloca la regione, almeno in questo settore, tra le più dinamiche d'Italia. Un balzo positivo nei primi nove mesi del 2007 (da gennaio a settembre) dell'11.1 per cento che tradotto in cifre significa 5 miliardi 4.228 milioni di euro di prodotti realizzati in Abruzzo ed esportati fuori dalla regione. Un dati positivi che si prestano a diverse analisi.
«In primo luogo», osserva l'economista Giuseppe Mauro, «ci sono tre aspetti che vanno sottolineati. Il primo riguarda il dinamismo e la vitalità della imprenditoria abruzzese. Il tasso di crescita dell'export è simile a quello della Lombardia e al di sopra di regioni come il Veneto. Stiamo parlando dui due regioni che insieme all'Emilia Romagna costituiscono l'avanguarddia delle regioni italiane come quota di esportazione sul totale. Il secondo aspetto che emerge», prosegue Mauro, «è il fatto che una fetta consistente di imprese è inserita nei circuiti internazionali e che manifestano una elevata capacità competitiva. Il terzo aspetto e che l'aumento è concentrato in particolare in tre settori significativi, che sono: i mezzi di trasporto; macchine ed apparecchi meccanici e articoli in gomma».
L'Abruzzo secondo l'analisi di Giuseppe Mauro, docente di economia all'università D'Annunzio, gode di alcune nicchie globali di grande interesse, tuttavia «il dato non è uniforme», segnala ancora Mauro, «nel senso che da un lato si assiste ad una forte crescita della provincia di Chieti, in particolare nei mezzi di trasporti, con le aziende Sevel e Honda; comparto che in nove mesi ha fatto registrare un salto positivo del 39 per cento. Questo dato è concentrato nella provincia di Chieti che, sul totale regionale, rappresenta il 66,8 per cento dell'export abruzzese. Si registra anche un aumento nella provincia di Teramo, anche se inferiore della media, mentre diminuisce la provincia Aquilana».
Su Teramo, Giuseppe Mauro formula una ulteriore analisi. «Sull'andamento del tessile e abbigliamento, che rappresenta un settore significativo per l'Abruzzo, emerge una riflessione», spiega Mauro «i dati indicano che nelle aree dove prevale una produzione a basso valore aggiunto, quel territorio perde competività sui mercati internazionali, come nel caso del distretto di Teramo. Diversa è la situazione dove la qualità emerge in modo visibile, le imprese si sono riposizionate sui mercati internazionali innovando prodotti e processi. Così il settore fa passi in avanti».

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