ROMA. Approvata alla Camera (296 sì, 91 no e un astenuto) la Finanziaria, torna al Senato carica di commi (sono quasi 1200) e di soldi. All'inizio valeva 11 miliardi ora 16. Il voto definitivo è previsto per venerdì, anche lì probabilissima la fiducia.
Giallo finale, governo battuto nell'Aula della Camera su un ordine del giorno di Maurizio Acerbo, deputato pescarese del Prc, alla legge Finanziaria. L'Assemblea, con 229 sì e 218 no, ha approvato il testo, su cui ai voti del Prc e del Pdci si sono aggiunti a quelli del centrodestra, che impegna il governo a esentare dal pagamento dell'Ici per le case popolari gli enti per l'edilizia residenziale pubblica.
Che c'è di nuovo? Il taglio delle tasse, presente e futuro, tanto per iniziare. Quello presente riguarda le imprese con Ires e Irap rivedute al ribasso (27,5% e al 3,9%), ma anche e soprattutto i possessori di una abitazione. L'Ici sulla prima casa viene tagliata per tutti di altri 200 euro che si sommano ai 103,29 già presenti. Sono escluse ville e castelli. Per le tasse che verranno c'è l'impegno, nero su bianco, a tagliarle ai dipendenti con i futuri tesoretti (anche se il taglio del debito resta prioritario). Alle famiglie numerose arriva un bonus di 1200 euro, viene tagliata l'accise della benzina quando l'aumento supera il 2% (previsti i parametri di intervento). Un altro intervento riguarda gli interessi passivi dei mutui detraibili per un 10% in più; gli inquilini che hanno redditi fino a 15mila 493 euro potranno detrarre 300 euro, quelli che guadagnano fino a 30mila 987 ne potranno detrarre 150. Se l'inquilino ha fra i 20 e i 30 anni lo sconto sarà di 991 euro per redditi fino a 15mila 493 euro. Le tasse sul Tfr scenderanno, ma si sa da dove si parte (23%) e non dove si arriva, certo non il 18% agognato, decisione più avanti.
Pioggia di soldi per il trasporto locale, 1 miliardo e 900 milioni in tre anni, fondi per l'autotrasporto (aumentati dopo il blocco dei Tir). Per chi di quel blocco paga le conseguenze con l'aumento del costo della vita, arriva la figura di Mister Prezzi, un superosservatore che riferirà al governo. Inserita in Finanziaria anche la class action, ovvero la possibilità di cause collettive contro le imprese. «Ma è monca», dice Stefano Pedica, Idv, e si astiene.
Sul fronte «costi della politica» si registra il taglio dei ministri (non più di 12 dalla prossima legislatura), il blocco di 5 anni degli stipendi di deputati e senatori, il taglio drastico al numero delle Comunità montane (ma con decisione che spetterà alle Regioni). Il tetto degli stipendi dei manager di Stato viene fissato a 274mila euro, ma il governatore della Banca d'Italia e i presidenti delle autorità di garanzia, più altre figure per un totale di 25, potranno arrivare a 548mila.
Sulle contravvenzioni non notificate si accorcia il tempo della prescrizione (da 5 a 2 anni), ma prima di cantar vittoria si consiglia una attenta lettura della norma. 90 milioni sequestrati a Giampiero Fiorani (uno dei furbetti del quartierino) andranno in asili nido. Curiosità finali: scaricabile il 100% dell'Iva sui telefoni cellulari; se vendete asini, muli o bardotti vivi niente Iva agevolata al 10%, se sono morti invece sì.