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Pescara, 23/08/2019
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Data: 10/07/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Scoppia lo scontro sulle deleghe. E la Lega abbandona il tavolo. La riunione sulla distribuzione degli incarichi salta dopo pochi minuti, il Carroccio contro Masci. Stamane nuovo confronto in consiglio, il sindaco si limiterà ad annunciare la sua squadra di governo

PESCARA È durato tutto pochissimi minuti. La riunione di ieri sera, in Comune, sulla distribuzione delle deleghe ai componenti della giunta è finita ancora prima di cominciare. Perché i rappresentanti della Lega hanno abbandonato il tavolo immediatamente, dopo aver spiegato i motivi del malcontento. E con questo strappo si è alzato di nuovo il muro contro muro interno alla maggioranza delle scorse settimane che ha reso difficile il primo periodo di convivenza, a Palazzo di città, tra il Carroccio e il sindaco Carlo Masci. Lo schema deciso dal sindaco per l'assegnazione delle deleghe ai nove assessori ha scontentato completamente i rappresentanti del partito di Salvini. E così la delegazione composta dal coordinatore provinciale Luca De Renzis, dal suo vice Ricardo Chiavaroli e dal consigliere regionale Vincenzo D'Incecco si è limitata a spiegare rapidamente i motivi del malcontento dopodiché ha lasciato al tavolo il sindaco con i rappresentanti di Forza Italia, Fratelli d'Italia e Udc che invece non sarebbero affatto insoddisfatti delle scelte di Masci sulla suddivisione delle deleghe. La riunione di coalizione si è aperta e chiusa in un battibaleno dopo che De Renzis ha illustrato la posizione di contrarietà della Lega allo schema del sindaco. Solo il giorno prima questo partito aveva chiesto l'assegnazione di una serie di deleghe di peso e cioè quelle che riguardano polizia municipale, politiche sociali, lavori pubblici, sport, grandi eventi e cultura. E invece il sindaco, che si è presentato all'incontro ritenendo di aver suddiviso tutto in maniera oculata e tenendo conto delle competenze dei singoli, ha deciso di mantenere per sé, almeno per i primi mesi, alcune competenze (come quelle sulla polizia municipale). E avrebbe destinato a Gianni Santilli i settori pubblica istruzione, edilizia scolastica, mense scolastiche, verde pubblico e parchi, protezione civile e bonifica dei siti inquinati, con il quartiere Zanni. Poi, tra pochi mesi, sempre Santilli si occuperebbe anche di polizia municipale. Per Adelchi Sulpizio, anche lui Lega, Masci ha stabilito le deleghe all'Urbanistica, patrimonio, ambiente e rifiuti, rapporti con la società dei rifiuti, quartiere San Donato e poi personale, ma quest'ultimo settore tra sei mesi.E infine, sempre in quota Lega, Patrizia Martelli si occuperebbe di mercati e fiere, rapporti con il consiglio comunale, anagrafe e servizio elettorale e politiche giovanili. Il pacchetto offerto non ha lasciato affatto soddisfatto il partito di Salvini e il dialogo si è interrotto prima ancora di partire, facendo emergere una delusione assoluta. A queste condizioni, il desiderio della Lega di dialogare è pari a zero - come dimostrato ieri - e i metodi non sono proprio quelli che si immaginano per una luna di miele, come dovrebbe essere il periodo post voto. Ancora una volta, quindi, si dovrà lavorare per ricucire lo strappo, proprio come è accaduto per la nascita della giunta, avvenuta solo dopo l'intervento dei vertici nazionali della Lega e di Forza Italia.E' difficile dire come finirà il nuovo braccio di ferro: la Lega continua a ribadire la volontà di lavorare con la coalizione, come ha detto ieri De Renzis nella riunione-lampo, prima di andarsene. Ma, di fatto, si rischia che i rapporti interni alle varie maggioranze di centrodestra si allentino anche in altri palazzi. Il sindaco, che ha il potere di decidere in totale autonomia deleghe e obiettivi da assegnare ad ogni assessore, nelle prossime ore (o giorni) dovrà trovare la via d'uscita tenendo conto che Forza Italia, Fratelli d'Italia e Udc hanno apprezzato il lavoro di suddivisione delle deleghe effettuato da Masci, che ha pensato di tenere per sé - a tempo - alcuni settori importanti, come il personale, le politiche comunitarie e il contenzioso, oltre alla municipale, per assegnarle in un secondo momento. A Forza Italia Masci ha assegnato, tra l'altro, le deleghe che riguardano i lavori pubblici e grandi infrastrutture (a Luigi Albore Mascia), il bilancio (Eugenio Seccia) e buona parte delle voci che riguardano le politiche sociali (Isabella Del Trecco). Il partito Fratelli d'Italia, con gli assessori Alfredo Cremonese e Mariarita Paoni Saccone si è visto attribuire le deleghe che riguardano commercio, turismo, cultura e sport mentre all'Udc, con l'assessore Nicoletta Eugenia Di Nisio, andrebbero i settori che riguardano alcune categorie particolari, come anziani e pensionati, disabili, animali e poi il mare.Oggi il confronto è atteso in aula, alle 10, per il consiglio comunale. Il sindaco annuncerà la composizione della giunta (verosimilmente senza deleghe) e si attende di sapere quale sarà la prossima mossa. Un messaggio di riappacificazione è stato lanciato in serata dal capogruppo Roberto Renzetti, presente alla riunione: nessun dubbio sul fatto che ci siano «i margini per ricomporre», perché si punta a mettere su una squadra per «governare la città, che nessuno vuole abbandonare a se stessa» ha detto Renzetti parlando del tentativo del sindaco di dar vita a una soluzione «equilibrata», con lo schema proposto. Tra l'altro resta aperta la partita del vice sindaco: Masci ha ipotizzato Cremonese o Santilli.

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