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Pescara, 23/08/2019
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Data: 11/07/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Rigopiano, caso archiviazione: udienza rinviata al 16 ottobre. Nell'aula 1 blindata del Tribunale si doveva discutere delle opposizioni presentate dalle parti offese contro l'uscita dei vertici regionali dall'inchiesta. E martedì si apre il processo madre con i 25 indagati

PESCARA Aula 1 del tribunale, quella riservata ai maxi processi, blindata da polizia e carabinieri e gremita per la prima udienza sulla tragedia di Rigopiano.Il procedimento davanti al gup Nicola Colantonio che riguardava però soltanto le opposizioni alle 22 richieste di archiviazioni avanzate dalle parti offese nei confronti, in particolare, del versante politico: dei rappresentanti delle tre giunte regionali, da quella di Ottaviano Del Turco, a quella di Chiodi fino all'ultima di Luciano D'Alfonso. In aula anche un nutrito gruppo di parenti delle 29 vittime del disastro di Rigopiano, che morirono sotto le macerie provocate dalla valanga che distrusse l'hotel il 18 gennaio del 2017. Il giudice aveva inviato la notifica dell'udienza anche a tutte le 113 parti offese del procedimento. E come avevamo anticipato, sarebbe stato impossibile esaurire con una sola udienza tutte le fasi processuali e dare spazio aduna platea di posizioni giuridiche molto diverse e complesse. E quindi, alla fine della mattinata, è arrivata la decisione del giudice di rinviare all'udienza del 16 ottobre prossimo quando a parlare saranno i legali dei 22 indagati per i quali anche ieri il procuratore Massimiliano Serpi e il sostituto Andrea Papalia, hanno confermato la loro decisione spiegandone i motivi e chiedendo al giudice il rigetto di tutte le opposizioni. Grande spazio, come era prevedibile, è stato dato ai legali che presentarono le opposizioni alle archiviazioni, e cioè al Comune di Farindola, alla famiglia Parete, alla famiglia Bonifazi, alla sorella di Del Rosso, il responsabile dell'hotel morto anche lui nel disastro, a Francesco D'Angelo, fratello del cameriere dell'hotel Gabriele, deceduto; e ad Alessio Feniello, padre di un'altra delle vittime, che ha voluto fare delle dichiarazioni al giudice. Alcuni dei difensori delle parte offese si sono riportati ai loro scritti di opposizione, mentre altri sono intervenuti chiedendo anche di presentare documenti nuovi che non sono però stati ammessi dal giudice. L'avvocato del Comune di Farindola, Francesco Trapella, fra le altre cose ha insistito sulla questione delle quattro turbine dell'Anas fuori uso. «Il nostro interesse», ha detto, «è stato di rappresentare questa situazione perché quello che è accaduto a Farindola potrebbe avvenire dovunque». E ha anche aggiunto, a margine dell'udienza, di aver ribadito «il contenuto dell'opposizione alle richieste di archiviazione. Abbiamo anche chiesto al giudice l'imputazione coatta per gli indagati e la prosecuzione delle indagini da parte della procura della Repubblica». Il più pesante, sotto certi aspetti, è stato però l'avvocato romano Romolo Reboa che assiste alcune delle parti offese. Ha puntato il dito soprattutto contro l'ex governatore Luciano D'Alfonso. «Abbiamo chiesto al giudice di valutare la posizione di D'Alfonso in particolare sotto il profilo penalistico, come responsabile di fatto, dominus delle turbine. E come tale doveva tener presente», ha detto a margine dell'udienza ai microfoni dei giornalisti, «che non potevano essere fatti salire gli ospiti che non avevano possibilità di uscire più da quella gabbia dorata. Secondo noi c'è una rappresentazione colposa di dolo eventuale per cui abbiamo chiesto al giudice un approfondimento di indagini in tal senso». E poi il legale ha sottolineato che il cuore della vicenda Rigopiano è la responsabilità diffusa degli Enti. «Se una Regione approva una legge e poi non la manda avanti, non può pensare di sottrarsi alle responsabilità dell'evento». Il legale dell'ex governatore Gianni Chiodi, l'avvocato Enrico Mazzarella, nel sottolineare che nelle varie opposizioni alle archiviazioni la figura di Chiodi non viene citata, ma anzi viene evidenziata per il lavoro svolto, ha detto: «È una vicenda terribile che ha sconvolto tutti e continua a sconvolgere. L'ingresso in aula dei parenti delle vittime con le magliette con le fotografie dei loro parenti deceduti nel disastro, non può che colpire ancora oggi».Adesso bisognerà attendere il 16 ottobre per esaurire la seconda fase del procedimento. Intanto martedì prossimo, davanti al gup Sarandrea, si aprirà il processo madre su Rigopiano: quello con i 25 indagati. Mentre per definire le posizioni dell'inchiesta bis, sui sette prefettizi accusati di frode processuale e depistaggio, bisognerà attendere il 17 ottobre prossimo.

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